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Anche i fenicotteri fanno amicizia tra loro. E creano legami solidi

I ricercatori dell'università di Exeter hanno studiato le abitudini degli uccelli del Slimbridge Wetland Centre. Dimostrando che se si formano grandi stormi è grazie a piccoli "circoli di amicizia" che durano nel tempo

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I fenicotteri sono famosi per la loro capacità di vivere in folti stormi, che possono arrivare fino a due milioni di individui. Ma su quali basi si formino quelle distese di piume rosa, che ai nostri occhi rappresentano un vero spettacolo nel loro habitat paludoso, è ancora un mistero. Per cercare di spiegarlo, i ricercatori dell'università britannica di Exeter hanno studiato per cinque anni 350 specie di uccelli, tra cui quattro di fenicotteri (delle Ande, del Cile, dei Caraibi e minori) che popolano il WWT Slimbridge Wetland Centre, un'oasi del Gloucestershire, cercando di comprendere le dinamiche alla base della loro convivenza.


I risultati, pubblicati sulla rivista Behavioural Processes, suggeriscono che si tratta di legami sociali complessi, alla base dei quali funziona la regola del 'cerchio'. All'interno del grande 'gruppo', una buona parte di fenicotteri ha dimostrato di trascorrere la maggior parte del tempo preferendo una cerchia ristretta di 'amici' con i quali formano gruppetti di quattro o cinque.

"Lo studio indica che la società di fenicotteri ha una struttura complessa, che si basa su amicizie di lunga data più che su 'connessioni' casuali", spiega il dottor Paul Rose, zoologo e ornitologo dell'ateneo britannico. In queste grandi famiglie insomma non ci sono solo coppie stabili ma anche piccoli gruppi formati da due a quattro o cinque esemplari, maschi e femmine, che scelgono di 'uscire' e incontrarsi regolarmente". Non a caso, alcuni degli individui sono stati soprannominati dai ricercatori "farfalle sociali" proprio in virtù della loro propensione a passare da un gruppetto all'altro.


I fenicotteri sono uccelli longevi e alcuni degli esemplari sotto osservazione popolano le paludi di Slimbridge fin dagli anni Sessanta. I gruppi osservati andavano dai 20 ai 140 esemplari e sono stati fotografati anche tre volte al giorno per vedere quali abitudini adottassero e come passassero il tempo tra loro. Così gli ornitologi hanno potuto verificare che più lo stormo è popoloso, più alto risulta il livello di interazione sociale. Ciò dimostra che i fenicotteri, aggiunge Rose commentando lo studio su The Guardian, hanno la capacità di creare legami sociali né più né meno di noi. Questo avviene naturalmente più frequente nella stagione dell'accoppiamento, tra la primavera e l'estate.

Ma la selezione dei gruppetti non è legata allo stato di salute, visto che in molti casi il 'cerchio' delle amicizie può arrivare a comprendere anche esemplari non in ottime condizioni. L'ipotesi dei ricercatori è che i piccoli gruppi che si creano all'interno di un grande stormo permettono una maggiore chance di sopravvivenza nella ricerca del cibo così come per difendersi dalla minaccia dei predatori.

Lo studio dei fenicotteri in cattività ha permesso di individuare abitudini di socializzazione che andranno meglio osservate nelle popolazioni che vivono libere in natura, dicono gli esperti suggerendo: "Intanto, quando i fenicotteri si spostano da una riserva all'altra, dovremmo stare attenti a non separare mai gli uccelli che mostrano di aver creato un legame l'uno con l'altro".