Aliplast, l'azienda di Treviso che ricicla ogni anno un miliardo di bottiglie di plastica

L’impianto trevigiano crescerà di un altro 40 per cento nei prossimi 36 mesi. L’ad Andriolo: «L’era della plastica non è finita. Ci espanderemo con acquisizioni»

TREVISO. C’erano cento milioni di bottiglie di plastica sul piazzale della Aliplast di Istrana (Treviso), azienda controllata all’80 per cento dal colosso bolognese Hera.
 
Una montagna colorata che vale qualche milione di euro; solo una parte del miliardo di bottiglie in Pet che transitano da queste parti ogni anno per trasformarsi, dopo poche ore di processo, in prodotti riciclati che potenzialmente possono tornare sul mercato all’infinito, sotto forma di granuli o bobine da cui i clienti ricaveranno vaschette o altri oggetti di uso corrente.
 
A pochi passi dalle bottiglie c’è la distesa di imballaggi in plastica che arrivano dalle aziende di tutto il mondo (un migliaio di fornitori), l’altro grande business del gruppo bolognese-trevigiano.
 
 
Ieri Aliplast ha aperto le porte di uno dei suoi stabilimenti principali, quello di Ospedaletto di Istrana, per raccontare un’attività che vale ogni anno 120 milioni di euro di fatturato (stabile, con margini in crescita) e per la quale investirà, solo su Treviso, dieci milioni di euro nei prossimi tre anni, per aumentarne la capacità produttiva.
 
Quel miliardo di bottiglie “parcheggiate” sul piazzale (cui se ne aggiungono altrettante negli altri stabilimenti Aliplast) diventeranno, entro il 2023, un miliardo e 400 milioni. 
 
il futuro della plastica
 
È il piano annunciato dall’amministratore delegato Carlo Andriolo, bellunese di Limana, arrivato quando Hera ha acquisito l’80 per cento dell’azienda dal fondatore (sarà esercitata l’opzione sul mancante 20 per cento entro il 2022); un piano industriale che prevede anche la crescita per linee esterne, tramite acquisizioni di altre realtà industriali.
 
Non è un controsenso immaginare una crescita di un impianto di questo tipo, mentre in tutto il mondo si riducono i consumi di plastica e le bottigliette vengono sostituite dalle borracce? «No, anzi, il volume della plastica riciclata continua a crescere» risponde Andriolo, «il volano è l’aumento della raccolta differenziata in Italia e in Europa.
 
 
Anche se le vendite di bottiglie in plastica dovessero scendere (e di questo abbiamo, per ora, soltanto qualche segnale), i volumi della nostra materia prima sarebbero compensati dall’incremento della raccolta differenziata urbana. Intorno alla plastica c’è comunque grande confusione. Vanno potenziate le infrastrutture di raccolta rifiuti per rigenerarla e creare un circolo virtuoso.
 
Ci siamo chiesti, per esempio, che impatto sull’ambiente avrebbero le alternative? Il vetro, tanto per fare un esempio, si ricicla a temperature molto superiori, con conseguente dispendio di energia, e ha un peso maggiore, il che comporta impatti maggiori sul trasporto».
 
il processo
 
Aliplast, 360 dipendenti, tratta ogni anno 90 mila tonnellate di plastica, che prima di arrivare a Treviso e negli altri stabilimenti del gruppo viaggiano solo su camion Euro 6. Le bottiglie in Pet diventano prima scaglie e poi granuli, venduti direttamente al cliente, oppure bobine di Pet con cui il cliente finale può produrre vaschette e altri oggetti di consumo. Il ciclo di vita è potenzialmente infinito.
 
Lo stesso vale per il polietilene a bassa densità, di fatto gli imballaggi industriali. Macinati e lavati, quindi estrusi in granuli, vengono venduti ai produttori di sacchi e tubi o diventano direttamente pellicole per sacchi, sacconi, altri imballaggi.
 

Banana bread al cioccolato

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi