Natalino, ecco l'albero Plastic Free: un autentico pino da vivaio

L'iniziativa di un'azienda agricola di Loria, Treviso, a sostegno di un "nuovo ecologismo razionale perché terra, profumi e tradizioni non sbiadiscono come un pezzo di plastica

LORIA (TREVISO) Si potrebbe considerare "guerilla marketing", se volete. Sta di fatto che alla nostra redazione è arrivato per posta in queste ore un pacco dalle forme inconfondibili. Sì, proprio così: era un albero di Natale.C'era scritto "100% Plastic Free", sulle prime abbiamo pensato a un prodotto decisamente alterativo e invece... lo era. talmente alternativo da essere un albero vero, in carne ed ossa verrebbe da dire. 

Picea Abies Excelsa, questo il nome botanico del pino in questione, spedito da Bessica Piante e giustamente ribbattezzato Natalino. Una provocazione, se volete. Del resto, il comunicato della società agricola di Bessica di Loria, nel Trevigiano, parla di "nuovo ecologismo razionale" e contesta l'idea di fondo che usare gli alberi da vivaio sia più dannoso che abbellire le nostre case con quelli di plastica.

Ecco il senso ultimo di Natalino, secondo l'azienda veneta.

***

A Natale siamo tutti più buoni. Sei sicuro che lo sia anche il tuo albero di Natale in plastica?

Storia di Natalino, simbolo di un nuovo ecologismo razionale

Secondo la Coldiretti, un albero artificiale di 1 metro e 90 ha un’impronta di carbonio equivalente a circa 40 chili di emissioni di gas serra, un numero spaventoso se lo moltiplichiamo per tutti gli abeti artificiali venduti negli anni e di cui l’Italia è particolarmente consumatrice, senza considerare le emissioni provocate, dal trasporto dato che la maggior parte dei manufatti proviene da terre lontane.

Questi studi, ormai assodati, hanno preparato il terreno a NATALINO PLASTIC FREEl’albero di Natale vero. Coltivato a Bessica di Loria, in un angolo della campagna veneta ai piedi del Monte Grappa, viene piantato e curato da mani sapienti e, da tenero arbusto, cresce per entrare nelle case o nei giardini di chi l’ambiente lo ha realmente a cuore.

L’idea di Natalino Plastic Free nasce dalla Famiglia Marchesan, che da 4 generazioni si occupa di piante. Da sempre fedele collaboratrice dell’ambiente, nel 2019 si è posta l’obiettivo di contribuire a contrastare quell’ecologismo ipocrita e superficiale ormai dilagante, proponendo anche una linea di abeti completamente senza plastica, a cominciare dai vasi.

“Come può un oggetto di plastica derivato dal petrolio e assolutamente non biodegradabile essere ecologico? È un controsenso!” sostiene Moreno Marchesan, direttore Marketing di Bessica Piante. E’ credenza comune, purtroppo, ritenere che il classico albero di Natale in plastica sia più ecologico e più “etico” di un abete vivo e vero. Un paradosso se si pensa ai numeri citati sopra.

Ma non solo. Un altro “falso ecologismo” è quello di credere che gli abeti veri siano sradicati dai boschi. Non è così. Natalino, per esempio, viene coltivato nei vivai di Bessica, dove nasce per poi diventare un albero di Natale unico perché sempre diverso, da abbellire con palline, luci e decorazioni.

I più temibili nemici del bosco e dei pini sono le avversità climatiche, come è recentemente successo nel bellunese con la tempesta Vaia, causata dal surriscaldamento climatico e che ha provocato gravi danni in tutto l’ecosistema.

Coltivare e far crescere gli alberi di Natale è a tutti gli effetti un’attività produttiva e sostenibile: crea dei posti di lavoro, mantiene vive competenze che altrimenti andrebbero perse, valorizza un territorio e diventa un modo per abbattere le emissioni di gas provocate dalle attività umane grazie al lavoro buono svolto dalla pianta stessa. Nel suo ciclo di vita (8-12 anni) infatti un pino restituisce con gli interessi aria sana al pianeta, rilasciando al contempo ossigeno e oli essenziali.

Scegliere un albero di Natale vivo e reale porta gioia. E’ conclamato che il profumo rilasciato da aghi, rami e tronco riesca a produrre endorfine in quantità, a favore di stati d’animo sereni e felici. E, in più, crea unione in famiglia perché non c’è niente di più educativo e accogliente che prendersi cura insieme di un qualcosa che cresce e che si trasforma.

Passato il periodo delle feste Natalino, poi, può essere, se acquistato in zolla e adeguatamente curato, trapiantato in giardino oppure assumere un nuovo compito e diventare combustibile per stufe o compost per future coltivazioni.

Insomma, abbracciare un nuovo ecologismo razionale è possibile! Basta andare oltre alle apparenze e sfatare falsi miti con cui abbiamo convissuto finora. La natura non è fatta di plastica e l’ecologia, quella vera, non la contempla.

Questa è la storia di Natalino. Una storia vera, razionale, etica, ma pur sempre semplice perché parla di natura, di terra, di profumi e di tradizioni che non sbiadiscono e non si piegano come un comune pezzo di plastica.


 

 

Banana bread al cioccolato

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi