Il vinile strega i più giovani e sorpassa il moderno cd

In termini di produzione musicale è come se l’associazione dell’industria tedesca dell’auto avesse detto che nelle vendite dell’ultimo semestre l’ultima Volkswagen è stata battuta da un calessino a cavalli leggero, ecologico e capace di dare emozioni indimenticabili. Così il vinile è divenuto una moda tra i giovani e i giovanissimi battendo il compact-disck (cd) e le cassette per la prima volta dal 1986.

Record di vendite


Impossibile il ritorno al calessino. Ma i calcoli della Recording industry association of America dicono esattamente questo. Nel primo semestre di quest’anno le vendite dei dischi Long playing (lp) in vinile negli Stati Uniti hanno fatturato 224 milioni di dollari, il 13 per cento in più dello stesso periodo del 2018. Se, come si pensa, la tendenza si confermerà nella seconda metà dell’anno, nel complesso nel 2019 si saranno venduti vinili per mezzo miliardo di dollari. Cose da non credere e, come si è accennato, non succedeva da 33 anni.

Rinasce un mondo

Trent’anni fa chi aveva ricche collezioni di vinili sembrava uno che dovesse riempire un cassonetto intero di roba da smaltire. Qualcuno l’ha fatto. E per la verità chi ha tenuto i vinili è stato considerato un personaggio patetico e non è stato aiutato con la produzione dei vari giradischi. Quando quelli vecchi si sono rotti, è stato un disastro. E spesso la soluzione è stata ricorrere a giradischi cinesi che oltre a un passabile suono permettevano di convertire il suono in una mediocre versione digitale. Bestemmia come convertire a metano una Ferrari.

Vent’anni di declino

Il declino del vinile c’è stato ed è stato reale. Negli anni Novanta la scomparsa era quasi totale. Una lenta ripresa è avvenuta dopo il 2000. Ma i numeri sono rimasti trascurabili prima di questo exploit negli Stati Uniti.

Vale davvero la pena?

Il suono del vinile è davvero migliore? Un’autorità internazionale della materia, il proprietario di uno dei dieci migliori negozi di dischi al mondo secondo The Guardian, Paolo Carù, ha dichiarato all’Agi che senza un’apparecchiatura sofisticata e costosa, il mitico suono caldo e avvolgente del disco in vinile non si materializzerà. Ma il disco è un oggetto prezioso di per sé, ammette Carù. Ed è l’oggetto principe della musica, come lo è stato nel Novecento. Aveva perfino un odore, c’erano le imperfezioni dell’uso. Tutte cose che anche ai giovani il cd non può e non potrà mai dare. —


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