Il telefono, Meucci e l’idea “scippata” La radio, Marconi e l’idea gemella

I retroscena

Non sempre le invenzioni portano bene a chi le realizza. I motivi sono sostanzialmente due: a) quando l’inventore viene derubato della sua idea nei modi più svariati, come vedremo; b) quando la realizzazione del progetto porta l’inventore alla morte o a gravissimi danni per lui.


Il telefono

Due invenzioni centrali della nostra civiltà, il telefono e la radio, coinvolgono due italiani. Cominciamo dal telefono, concepito come telettrofono dal fiorentino Antonio Meucci (1808-1889), massone amico di Giuseppe Garibaldi, nel 1849. Cioè lo strumento che permette la trasmissione della voce per via elettrica. Questo è certissimo. Nel 1865, ormai negli Stati Uniti, riuscì a realizzare un telefono quasi perfetto ma non ufficializzò il brevetto perché gli mancavano i 250 dollari previsti per la registrazione. Purtroppo nel 1872 diede i suoi appunti tecnici all’American district telegraph company e un consulente di questa compagnia Alexander Graham Bell (1847-1922) nel 1876 registrò un brevetto per un telefono simile.

La radio

Più complessa ancora la vicenda della radio di Guglielmo Marconi (1874-1937) e del serbo Nikola Tesla (1856-1943). Entrambi avevano effettuato esperimenti di successo di trasmissione dei segnali, ma il 5 marzo del 1896 Marconi depositò a Londra il brevetto della radio. Lo stesso fece Tesla a New York su altri aspetti decisivi dell’invenzione. Marconi non rubò assolutamente l’invenzione e dovette lottare tutta la vita per difenderne la paternità. Ma Tesla fu defraudato di meriti importanti.

Altri casi

Non mancano altri casi dubbi, più recenti. Eccone due: l’iPod, conteso dall’ignoto Kane Kramer (1956-vivente) e Steve Jobs (1955-2011).

La doppia elica del Dna, attribuita all’inglese Rosalind Franklin (1920-1958)o agli americani James Watson (1928-vivente) e Francis Crick (1916-2004).

Invenzioni mortali

Ma ci sono anche invenzioni che si pagano con la vita. Che è peggio che vedersela rubare o insidiare. Se non l’inventore uno dei primi sperimentatori delle trasfusioni di sangue fu il vulcanico rivoluzionario russo, Aleksandr Bogdanov (1873-1928). Fece trasfusioni anche a Lenin, poi nel 1928 scambiò lui stesso il sangue con uno studente malato di malaria e morì.

Thomas Midgley (1889-1944) inventò la benzina al piombo e i clorofluorocarburi, diventando uno dei padri del buco dell’ozono. Si intossicò con il piombo e rimase quasi paralizzato, costretto a vivere a letto. Inventò un sistema di corde per alzarsi da solo ma ne rimase strangolato fino alla morte.

Maria Salomea Skłodowska, meglio nota come Marie Curie (1867-1934), due premi Nobel per la Fisica e la Chimica, scoprì il radio e il polonio e isolò per prima gli isotipi radioattivi.

Morì per un’anemia aplastica contratta per l’esposizione alle radiazioni. Il suo corpo, sepolto oggi al Pantheon di Parigi, è contenuto in una spessa bara di piombo perché ancora radioattivo. —

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