Aeroporti, Save nessuna offerta per privatizzazione Trieste

Lo dicono fonti vicine alla società presieduta da Enrico Marchi, che gestisce il sistema aeroportuale veneto. Dopo aver analizzato attentamente i termini del bando, Save - come già era successo nella prima gara, che finì deserta a giugno 2018 - ha scelto di non avanzare proposte

VENEZIA. Save concessionario dell’aeroporti di Venezia e Treviso non presenterà offerte per la gara aperta dalla Aeroporto Friuli Venezia Giulia per la cessione del 55% del capitale azionario dello scalo di Ronchi dei Legionari. Lo dicono fonti vicine alla società presieduta da Enrico Marchi, che gestisce il sistema aeroportuale veneto. Dopo aver analizzato attentamente i termini del bando, Save - come già era successo nella prima gara, che finì deserta a giugno 2018 - ha scelto di non avanzare proposte. Le motivazioni saranno rese note da Save quando la procedura pubblica sarà conclusa. Il pacchetto azionario detenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia ha un valore di circa 70 milioni di euro.

Le procedure per partecipare alla gara fissano la data dell’11 gennaio per la presentazione delle offerte, mentre la prima seduta pubblica avrà luogo il 14 gennaio, con l’obiettivo di perfezionare il trasferimento delle azioni entro marzo 2019. La giunta Fedriga ha messo in vendita la maggioranza di Ronchi al prezzo di 32,5 milioni di euro. Con un emendamento approvato nella legge di Stabilità regionale è prevista anche l’assegnazione di risorse per complessivi 32,2 milioni spalmati su 8 anni al privato che acquisirà la maggioranza del pacchetto azionario. Il bando prevede che il socio privato sia in grado di concorrere all’ambizioso obiettivo di raggiungere quota 1,1 milioni di passeggeri entro il 2023, migliorando l’Ebitda e il valore degli interventi e delle previsioni di investimento previsti nel piano industriale. I requisiti vogliono che l’investitore dimostri un Work Load Unit (unità di carico corrispondente a un passeggero o a 100 chilogrammi di merce) superiore a 10 milioni, e che sia in grado di supportare finanziariamente il piano degli investimenti 2018-23 e, infine, migliorare le previsioni dei parametri tecnico-economici. In particolare, il socio si dovrà impegnare a far crescere il numero dei passeggeri a quota 1,1 milioni nel 2023, migliorando l’Ebitda e il valore degli interventi e delle previsioni di investimento prefigurati nel piano. Queste cifre individuano in Italia solo cinque possibili pretendenti: F2i, network che unisce Sea, gruppo che gestisce il sistema aeroportuale milanese, Torino, una quota di Bologna, Napoli e Alghero, gli Aeroporti di Roma, la società controllata da Atlantia. E infine Venezia con Save e Bergamo (Sacbo).

Gamberi in stecco con pistacchi e salsa di avocado

Casa di Vita