Il Veneto punta sulla Cina, nel 2017 le presenze turistiche salite del 25 per cento

Le presenze del turismo proveniente dal paese asiatico sono aumentate. «Saremo a Pechino con Save – ha detto il Presidente Zaia - per discutere la possibilità di istituire un volo diretto Pechino-Venezia: la necessità di un volo ulteriore dalla Cina per il nostro Paese è ormai certa»

VENEZIA. «Siamo molto soddisfatti del lavoro che stiamo svolgendo sui mercati dell'est, in particolare verso la Cina: l'anno scorso, nei mesi successivi alla prima presenza del Paese orientale a Buy Veneto, le presenze di turisti cinesi nella nostra regione sono aumentate del 25% e non solo a Venezia».

Lo ha rivelato l'assessore al Turismo della Regione Veneto, Federico Caner, nel corso della presentazione del 17/O workshop internazionale del turismo nel Veneto. «Ci aspettiamo una simile risposta anche quest'anno - ha aggiunto - I buyer cinesi partecipanti al salone sono una ventina, a cui si aggiungono una decina di indiani e una trentina di russi».

I rinnovati legami con la Cina attraverso il contatto diretto tra operatori alla 'borsa del turismo veneto si inseriscono all'interno di un progetto più ampio. «Tramite l'European Travel Commission - riprende Caner - abbiamo investito circa 200.000 euro sul progetto Europa-Cina, ma non solo. Oltre alla formazione per gli operatori, abbiamo avviato una vera campagna promozionale sulle pagine on line delle Travel Agency cinesi, e realizzato una sezione dedicata al veneto nella piattaforma specifica Wechat, che conta circa un miliardo di account, abbiamo creato una giuri regionale e sulla città di Venezia in lingua cinese e, su qyer.com, una guida digitale dedicata al Veneto.  Inoltre, saremo presenti in Cina a due fiere 'BtoB': il 23 e 24 ottobre a Macao e dal 16 al 18 novembre a Shanghai. Infine, saremo a Pechino con Save per discutere la possibilità di istituire un volo diretto Pechino-Venezia: la necessità di un volo ulteriore dalla Cina per il nostro Paese è ormai certa, noi lo vogliamo diretto a Venezia». «Non dico - ha commentato il presidente del Veneto, Luca Zaia - che sia l'anno della Cina, ma sottolineo almeno che la Cina risponde e rappresenta una buona massa critica. Se poi Save riuscirà chiudere anche la partita del volo, sarà la classica ciliegina sulla torta».

Circa 260 imprese venete iscritte per un totale di circa 450 operatori; 200 buyer internazionali provenienti da 45 mercati ritenuti strategici per la promozione; circa 5.100 appuntamenti in agenda già prima dell'evento. Sono le cifre di 'Buy Veneto 2018', il workshop internazionale del turismo nel Veneto promosso dalla Regione e giunto alla 17/A edizione. La manifestazione, una vera e propria borsa del turismo, si è aperta oggi all'Hotel NH Laguna Palace di Mestre.

È l'iniziativa più importante di marketing territoriale a favore degli operatori veneti del settore, interessati a potenziare i propri rapporti commerciali con i mercati esteri. La prima odierna, organizzata in collaborazione con IEG Group - TTG Rimini, ha seguito quella dedicata a un programma di undici educational «a tema» sul territorio regionale, nel corso della quale 26 buyer hanno preso parte ad un tour ad hoc nella montagna veneta.

L'appuntamento 2018 ha confermato la crescita e l'apprezzamento degli operatori per l'evento, visto che la scorsa edizione aveva fatto registrare la partecipazione di 197 buyer e 234 imprese turistiche, per un totale di 350 operatori e circa 5.250 incontri.

«Con grande soddisfazione - ha detto Caner - possiamo dire che, dal 2015 a oggi, la qualità di Buy Veneto è aumentata, nonostante il risparmio economico cospicuo nella sua organizzazione, pari a oltre 200.000 euro rispetto ai fondi stanziati. Da 120 buyer siamo arrivati a 200, abbiamo aumentato da 7 a 11 gli educational tour sul territorio, fondamentali per presentare le diverse realtà, organizzandoli per venire incontro alle esigenze degli operatori e dei buyer, come nel caso di quello sulla Pedemontana vicentina, che ci è stato richiesto espressamente dopo il +14% di presenze fatto registrare lo scorso anno dalla provincia berica. Il Vicentino, come il Trevigiano, continua a crescere e questo significa anche che l'attenzione che poniamo nei confronti del territorio dà riscontri». I numeri migliori, nelle stime 2018, sono però quelli del Bellunese (+6,7% arrivi, +2,6% presenze). «La crescita della montagna - riprende Caner - ci dà soddisfazioni. Non è un caso che una delle novità di Buy Veneto 2018 sia il mini workshop 'Dolomiti Show', in cui si sono incontrati alla fiera di Longarone 26 buyers internazionali con quasi 90 sellers. Sulla montagna stiamo investendo molto, con nuovi bandi per strutture ricettive, aree interne, reti di impresa e impianti a fune. E le cifre dimostrano un certo risveglio e risposta da parte degli operatori». Un'altra novità di Buy Veneto 2018 è la presenza delle agenzie digitali.

«Con il turismo stiamo parlando - ha detto il presidente del Veneto, Luca Zaia - della più grande industria del Veneto, con 17 miliardi di fatturato su un pil regionale di 150 miliardi. Gli oltre 70 milioni di presenze per me significano più di 70 milioni di opportunità di promuovere il Veneto. Il rischio, di fronte a un'offerta turistica variegata come la nostra, è quello di non riuscire a mettere in fila tutti i fattori della produzione, nel qual caso un punto di forza potrebbe diventare una debolezza. Con Buy Veneto, che facciamo proprio per incrociare la domanda con l'offerta, la nostra regione, per la prima volta nella storia, da 17 anni si può vantare di avere una sua borsa del turismo, che altrove non c'è o è fatta male».

«Adesso - ha concluso Zaia - le sfide per continuare a far crescere il nostro turismo sono quelle di essere sempre più presenti sul web, pur senza rinunciare all'offerta turistica tradizionale, il puntare sul turismo emozionale, sul quale siamo stati tra i primi a credere, e mettere in rete le informazioni che abbiamo, facendo capire che la terra di Venezia non è solo Venezia, ma c'è attorno un contesto unico di vita e offerta turistica, che, non a caso, attira già 60 milioni di presenze. Vogliamo dunque crescere in qualità, facendo aumentare le presenze rispetto agli arrivi, sondando in maniera giusta i nuovi mercati».

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