Intesa Sanpaolo firma l'accordo sugli esuberi. 9.000 uscite entro il 2020 contro 1.500 assunzioni

Il testo ratifica quanto concordato con i sindacati dopo l'acquisizione delle ex popolari venete, BpVi e Veneto Banca. A regime il gruppo realizzerà risparmi sul costo del personale per 675 milioni di euro

MILANO - C'è l'accordo sugli esuberi in Intesa Sanpaolo.

Novemila uscite entro il 2010 a fronte di 1.500 assunzioni.

E' stato raggiunto oggi, 21 dicembre, al termine della trattativa tra azienda e sindacati, e fa seguito a quanto già concordato in relazione all’acquisizione dei rami di attività delle ex Banche Venete (Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca) e che prevede in particolare la disponibilità del Gruppo a:

- accogliere tutte le domande di uscite volontarie pervenute, presentate da circa 7.500 persone nell’ambito del Fondo di Solidarietà, con le ultime uscite previste entro il 30 giugno 2020;
- procedere a 1.000 nuove assunzioni a tempo indeterminato, prestando attenzione alla Rete, alle Aree svantaggiate del Paese e ai nuovi mestieri, comprese assunzioni di categorie protette (collocamento obbligatorio) e tenendo conto delle persone con contratto a tempo determinato ad oggi in servizio;
- procedere a 500 nuovi inserimenti con contratto misto, ovvero contratto combinato tra rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato part time e rapporto di lavoro autonomo in capo alla stessa persona, per svolgere attività di consulente finanziario previa iscrizione all’Albo Unico dei Consulenti Finanziari.

Pertanto, le uscite volontarie complessive saranno pari a circa 9.000 persone, di cui:
- 1.500 provenienti dal Gruppo Intesa Sanpaolo che hanno già maturato i requisiti pensionistici, entro il 31 dicembre 2018;
- 1.000 provenienti dalle ex Banche Venete e 3.000 dal Gruppo Intesa Sanpaolo nell’ambito del Fondo di Solidarietà, entro il 30 giugno 2019, ai sensi del contratto di acquisizione dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca firmato il 26 giugno 2017;
- 3.500 provenienti dal Gruppo Intesa Sanpaolo nell’ambito del Fondo di Solidarietà, entro il 30 giugno 2020.

Il differimento delle uscite fino al 30 giugno 2020 e la riduzione della permanenza media nel Fondo di Solidarietà consentono di ottimizzare gli oneri per le uscite volontarie previsti a carico del Gruppo Intesa Sanpaolo da contabilizzare nel quarto trimestre 2017, che ammontano a circa 45 milioni di euro al netto delle imposte.

Le assunzioni si vanno ad aggiungere alle 150 già concordate con le Organizzazioni Sindacali il 1° febbraio 2017 e alle circa 100 assunzioni a tempo indeterminato rivolte ai tempi determinati in servizio presso i rami di attività delle ex Banche Venete al 25 giugno 2017.

«Con l’accordo - fa sapere Intesa Sanpaolo - si prevedono risparmi nelle spese del personale a regime (dal 2021) complessivamente pari a circa 675 milioni di euro annui».

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