Reati in calo, ma aumentano i furti in casa

Impennata del 24% nel primo semestre dell’anno. Pronto un accordo con le Guardie giurate per il controllo del territorio

Aumentano i furti nelle case: dai 453 del primo semestre del 2013 ai 564 dei primi sei mesi di quest’anno, in media tre al giorno, con un aumento del 24%. Un dato che si inserisce in un trend di generale aumento dei furti, come emerge dai dati diffusi a maggio per il 162° anniversario della fondazione della polizia: erano stati 27.518 nel periodo compreso tra maggio del 2012 e aprile del 2013, sono saliti a 27.980 nei dodici mesi successivi. Andando a recuperare i dati relativi però al periodo maggio 2011 - aprile 2012 (i furti erano stati 26.183) si scopriva che l'aumento percentuale negli ultimi tre anni è stato del 6,9%. I dati sul primo semestre di quest’anno sono stati forniti dal prefetto Domenico Cuttaia in una lettera di risposta inviata a una cittadina di Mestre, che gli aveva scritto lamentandosi della situazione di degrado in terraferma. Come emerge dai dati tutti i reati sono stabili o in calo, con l’esclusione dei furti in casa. «Faremo una sorta di bilancio consultivo a fine settembre», spiega il prefetto Cuttaia, «e in quella occasione potremo avere un quadro più preciso e più aggiornato, che ci permetterà di agire con maggiore incisività nelle sacche che presentano maggiori difficoltà, ad esempio proprio i furti in casa, mettendo a disposizione il maggior numero di risorse possibili per il controllo del territorio».

Va in questa direzione anche l’accordo tra la prefettura veneziana, le forze dell’ordine e gli istituti di vigilanza privata, con il coinvolgimento di altre amministrazioni comunali oltre a Venezia, che verrà presentato nei dettagli entro la fine del mese. Un protocollo, per il quale la prefettura ha già ottenuto il via libera del ministero dell’Interno, che definirà la collaborazione tra le guardie private e le forze dell’ordine. «È un modo ulteriore per controllare il territorio», aggiunge il prefetto, «e che vedrà le guardie giurate informare le forze dell’ordine, secondo le modalità del protocollo, anche per movimenti ritenuti sospetti che non riguardano le proprietà sotto controllo». In questi giorni a Mestre è partita una raccolta firme per richiedere l’esercito, sostenuta da alcuni negozianti, che ha già raccolto circa trecento adesioni. «Dobbiamo ricordare però», sottolinea Cuttaia, «che la capacità operativa dell’esercito è limitata, perché i militari non possono, per esempio, arrestare una persona, come invece possono fare poliziotti o carabinieri. Capisco le preoccupazione dei comitati, ma la presenza dell’esercito non sarebbe risolutiva».

C’è poi il problema della sicurezza percepita, che va d’accordo con i numeri, ma piuttosto con il degrado dei contesti urbani, la crisi economica, la maggior presenza, anche in zone centrali come piazza Ferretto, via Rosa o via Carducci, di mendicanti e sbandati. «La percezione non va sottovalutata, anche se è il frutto di moltissimi fattori diversi tra loro, non da ultima la crisi internazionale», aggiunge Cuttaia, «ma la percezione è anche il risultato di problemi che ci sono, e non vogliamo certo nasconderli, ma con la consapevolezza che in questi mesi sono stati raggiunti a buoni risultati, ad esempio per ciò che riguarda le rapine, e sono risultati che devono far accrescere la fiducia».

Un messaggio che il prefetto Cuttaia - in questi mesi in cui la città è senza una guida elettiva - manda anche ai comitati anti-degrado, molto attivi a Mestre. «Noi siamo disponibili al dialogo con tutti, a patto che il confronto avvenga sui fatti», aggiunge, «e su proposte concrete per cercare di risolvere i problemi».

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