Travolse un anziano patteggia undici mesi

SAN MICHELE. Ha patteggiato undici mesi l’automobilista del furgone Mercedes che centrò la Punto guidata da un anziano il 23 aprile dello scorso anno, all’ incrocio di San Michele al Tagliamento tra...

SAN MICHELE. Ha patteggiato undici mesi l’automobilista del furgone Mercedes che centrò la Punto guidata da un anziano il 23 aprile dello scorso anno, all’ incrocio di San Michele al Tagliamento tra via Comugne e via Aldo Moro. Davanti al Gip di Venezia Andrea Comez, M.P., 44enne di Zoppola, ha patteggiato undici mesi di reclusione. Nell’incidente morì Giovanni Fantuz, 81enne pensionato originario di Lugugnana ma residente negli ultimi anni a San Michele al Tagliamento. «M.P. viaggiava a una velocità superiore al limite consentito», ha precisato nella ricostruzione l’ingegnere Maurizio De Valentini, nominato consulente tecnico dal Pm Carlotta Franceschetti.

Lo scontro avvenne poco dopo le 15, tra il furgone di M.P. e la Fiat Panda guidata da Fantuz. Fermo allo stop, l’anziano ripartì verso il centro di San Michele ma si scontrò con il furgone che cercò di evitarlo, come testimoniano i 70 metri di frenata rimasti impressi sull’asfalto, senza riuscirci. Il furgone terminò poi la corsa capovolgendosi nel fossato a bordo strada, mentre l’auto di Fantuz ruotò su se stessa. Nell’incidente rimase coinvolto, fortunatamente solo in modo leggero, anche un ragazzino di 15 anni, che si trovava in sella alla sua bicicletta in prossimità dell’incrocio. I familiari si sono affidati alla Giesse di Portogruaro-Latisana, società specializzata in risarcimento danni: «Siamo soddisfatti che la ricostruzione della dinamica effettuata dal nostro consulente sia stata condivisa dalla Procura», commenta Bruno Marusso, responsabile dello studio Giesse, «proseguiremo ora le trattative con la compagnia assicurativa arrivando, se necessario, alla causa civile».

«Questa tragedia ha sconvolto tutta la nostra famiglia», aggiunge Francesca, una delle due figlie di Fantuz, «mio padre, dopo molti anni di lavoro come agricoltore, si stava godendo la meritata pensione insieme alla mamma. Era ancora una persona in gamba ed era un nonno stupendo per la sua unica nipotina Matilde, alla quale manca molto e che chiede sempre di lui. L’esito della vicenda penale, pur non riportandoci indietro il papà e al di là di sentimenti di “vendetta” che non ci appartengono, conferma la velocità assurdamente pericolosa tenuta dall’investitore, che procedeva a un’andatura permessa solo in autostrada».

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