Un supercomando di vigili che coinvolge sei Comuni

Dall’unione della polizia locale del Miranese rimarrà fuori solo Scorzè Il sindaco di Spinea auspica che la centrale operativa rimanga a Venezia

MIRANO. Un supercomando per la polizia locale del Miranese. È quello che potrebbe nascere con l’avvento dell’Unione dei comuni, in dirittura d’arrivo nei prossimi mesi. I singoli comuni infatti porteranno in dote le convenzioni territoriali già in atto con comuni non coinvolti nell’Unione, beneficiando così della condivisione dei servizi. Il Miranese potrebbe insomma avere un corpo di vigili così vasto da non avere eguali in provincia.

Convenzioni. Sono due quelle in atto nei comuni interessati dall’aggregazione. Quella del Miranese nord, che vede collaborare già dal 2011 le polizie locali di Martellago, Salzano e Scorzè e quella tra Spinea, Venezia e Marcon. Entrambe superano i confini della futura Unione: Scorzè, infatti, non ne farà parte, così come Venezia e Marcon, fuori area. Le convenzioni, però, non cadranno con l’avvento dell’Unione, anzi verranno prese in carico dal nuovo ente: negli incontri preliminari infatti è stato deciso che personale, servizi e rapporti già in essere tra i singoli enti locali verranno trasferiti al nuovo soggetto sovracomunale. Nascerà così un supercomando, dove la polizia locale non sarà solo il risultato dell’unificazione dei corpi di vigili di Mirano, Spinea, Noale, Santa Maria di Sala, Martellago e Salzano, ma continuerà a beneficiare anche della collaborazione con Scorzè da una parte, Venezia e Marcon dall’altra.

Centrale. Addirittura Spinea, anello di congiunzione con Venezia, auspica per il futuro un servizio di polizia con centrale operativa unica a Venezia, anche per il Miranese. «La mia idea», spiega il sindaco Silvano Checchin, «è che la centrale operativa di Venezia, con la quale già collaboriamo, possa diventare punto di riferimento centrale per tutto il territorio». Un cervello unico, dove accentrare sanzioni, infortunistica stradale e centralino, con risparmi enormi e un coordinamento unico. Sul territorio resteranno comunque le sedi distaccate rappresentate dagli attuali comandi municipali, con uomini e mezzi.

Personale. Gli agenti non sono tranquilli. Restano ancora malumori a Spinea, dove mesi fa i vigili hanno presentato istanza di trasferimento proprio a Venezia, o a Mirano, dove, in una lettera al sindaco, protestano contro l’aumento di lavoro a fronte di importi salariali fermi da anni. È sempre Checchin a fare il pompiere: «Metteremo in atto un meccanismo che tenga conto della situazione attuale: l’aggregazione dei comuni non può ridurre i diritti acquisiti, verranno rispettate posizioni e incarichi».

Filippo De Gaspari

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