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Ragazza stuprata in spiaggia, si cerca il presunto colpevole. Procura: «Indagini difficili»

Contro ignoti il fascicolo aperto per il reato di violenza sessuale aggravata La 17enne non sarebbe riuscita a descrivere con precisione il suo aggressore

BIBIONE. Non avrebbe ancora un volto l’autore della violenza sessuale ai danni di una ragazzina tedesca di 17 anni nella notte tra mercoledì e giovedì scorso, sulla spiaggia di Bibione. Questo quanto filtra dagli ambienti della Procura di Pordenone, che sulla vicenda ha aperto un fascicolo d’indagine per violenza sessuale aggravata. Un fascicolo che per il momento resta a carico di ignoti.

Viene quindi ridimensionata la notizia riguardo l’individuazione dello stupratore da parte della polizia ...

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BIBIONE. Non avrebbe ancora un volto l’autore della violenza sessuale ai danni di una ragazzina tedesca di 17 anni nella notte tra mercoledì e giovedì scorso, sulla spiaggia di Bibione. Questo quanto filtra dagli ambienti della Procura di Pordenone, che sulla vicenda ha aperto un fascicolo d’indagine per violenza sessuale aggravata. Un fascicolo che per il momento resta a carico di ignoti.

Viene quindi ridimensionata la notizia riguardo l’individuazione dello stupratore da parte della polizia tedesca e di un suo possibile interrogatorio.

Resta il fatto che fin da subito le indagini dei carabinieri di Bibione si erano concentrate su un giovane connazionale di 23 anni, con cui la ragazzina tedesca si era allontanata da un locale sulla spiaggia.

Le indagini sono coordinate dal pubblico ministero Andrea Del Missier. In questi giorni gli inquirenti hanno sentito, per raccoglierne le testimonianze, diversi soggetti che la sera dello stupro sono entrati in contatto con la ragazzina. La versione della 17enne è stata ritenuta credibile dalla Procura. D’altra parte gli accertamenti medici a cui la 17enne è stata subito sottoposta, prima al pronto soccorso di Bibione e poi in ospedale a Portogruaro, hanno confermato l’abuso.

Tuttavia, a quanto si apprende in ambienti della Procura, la ragazzina, comprensibilmente sotto choc, non sarebbe stata in grado di descrivere con precisione il suo aggressore. Di certo si sa che l’aggressore si è rivolto alla 17enne parlando in lingua tedesca.

Circostanza che potrebbe indirizzare i sospetti nei confronti del connazionale 23enne, che la ragazzina avrebbe conosciuto nel locale. Ma, in realtà, l’aggressore potrebbe aver scambiato soltanto qualche parola con la 17enne e, dunque, non essere necessariamente di nazionalità tedesco, pur conoscendone la lingua. Insomma, per la Procura le indagini dovranno ancora sciogliere alcuni nodi prima di potersi dire concluse. Indispensabili saranno gli accertamenti e le comparazioni sui reperti biologici.

Ma proprio questi accertamenti rischiano di allungare i tempi dell’inchiesta. Dovrà essere infatti disposta una consulenza tecnica sulle tracce biologiche trovate sui vestiti della ragazza e sui tamponi, per poter ricavare l’eventuale Dna dell’aggressore da comparare con quello dei sospettati. Ma per svolgere questi accertamenti ci vorrà del tempo.

Potrebbero volerci mesi prima di riuscire ad avere il responso. L’indagine, insomma, si annuncia complessa. Anche perché, secondo quanto si è appreso, non vi sono testimoni diretti dell’accaduto. Si stanno tuttora visionando le immagini delle telecamere presenti in zona, alla ricerca di filmati che possano essere d’aiuto nell’individuare il colpevole.

La 17enne tedesca, a Bibione per un breve periodo di vacanza, aveva trascorso la serata in locale. È lì che ha conosciuto il 23enne tedesco su cui si sono concentrati i primi accertamenti. Insieme avrebbero lasciato il locale intorno alle 3 30 del mattino, dirigendosi verso la spiaggia. La ragazzina si è quindi risvegliata in spiaggia intorno alle 5. E, dopo essersi resa conto della violenza subita, si è rivolta ai carabinieri per denunciare l’accaduto. Gli inquirenti hanno quindi subito avviato le indagini. —