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Terminato il fermo pesca stasera il ritorno in mare con il rischio delle multe

CHIOGGIADopo quaranta giorni di fermo biologico obbligatorio, i pescherecci chioggiotti domani riprendono la via del mare, tra speranze, problemi e soprattutto molto timore dopo gli ultimi eventi...

CHIOGGIA

Dopo quaranta giorni di fermo biologico obbligatorio, i pescherecci chioggiotti domani riprendono la via del mare, tra speranze, problemi e soprattutto molto timore dopo gli ultimi eventi riguardanti le notifiche arrivate dalla Capitaneria di Porto, nei giorni scorsi, sulle violazioni degli orari di partenza delle barche la domenica sera.

Di certo, comunque, tutti i 120 pescherecci clodiensi, siano “volanti” o “ramponi” o “coccie” , già questa notte, rigorosamente dopo la mezzanotte, ...

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Dopo quaranta giorni di fermo biologico obbligatorio, i pescherecci chioggiotti domani riprendono la via del mare, tra speranze, problemi e soprattutto molto timore dopo gli ultimi eventi riguardanti le notifiche arrivate dalla Capitaneria di Porto, nei giorni scorsi, sulle violazioni degli orari di partenza delle barche la domenica sera.

Di certo, comunque, tutti i 120 pescherecci clodiensi, siano “volanti” o “ramponi” o “coccie” , già questa notte, rigorosamente dopo la mezzanotte, molleranno gli ormeggi, nessuno escluso.

«Si torna in mare», conerma Elio Dall’Acqua, vicepresidente del consorzio armatori di Federpesca e vicepresidente della nuova cooperativa Clodiense, «ma non con l’umore giusto come una volta. Un tempo ritornare a pescare era una festa, oggi invece ci sono troppi problemi. Certo molliamo gli ormeggi perché è il nostro mestiere, al quale teniamo tantissimo, ma la paura è davvero tanta». La spada di Damocle è quella delle sanzioni comminate dalla Capitaneria di Porto ad una quindicina di pescherecci, che avrebbero violato, anche solo di qualche minuto, l’orario di partenza domenicale che è fissato a mezzanotte, a preoccupare di più. «Purtroppo», continua Dall’Acqua, «è una grande incognita per queste barche che, visto che alcune di esse hanno esaurito i punti della licenza di pesca, potrebbe essere fermate tra qualche mese, forse verso novembre, perdendo gli incassi del periodo più propizio per il mondo della pesca. Speriamo che si risolva tutto per il meglio, anche se le ammende, a quanto pare, non verranno stracciate». Ma sono anche altri i problemi che attanagliano i pescatori chioggiotti. «In effetti», ribadisce ancora Dall’Acqua, «di problemi ce ne sono parecchi. C’è per esempio il problema legato all’area SIC (il sito di interesse comunitario, zona protetta per tartarughe e delfini) per il quale siamo in attesa di capire quali saranno le intenzioni del ministero. Per non parlare poi del Mercato Ittico, problema atavico mai risolto, che è fondamentale per l’intera marineria locale. E ancora vogliamo capire che cosa succederà se l’impianto di gpl andrà in funzione, quindi come ci dovremo comportare quando in porto entreranno le navi gasiere ed infine lo scavo dei canali, altra urgenza del territorio. Ecco perché questa notte torniamo tutti in mare, ma lo facciamo con molta paura e preoccupazione per un futuro più che mai incerto» . —

D.Z.

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