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Sviene e si taglia la testa durante il lavoro: «Turni troppo massacranti»

Operatrice della casa di riposo di Fiesso. L’accusa dei sindacati: «Due sole operatrici per 120 degenti» . Chiesta ispezione Usl

FIESSO. Una operatrice socio sanitaria alla casa di riposo “La salute” di Fiesso si sente male, cade e batte la testa. Il sindacato Slai Prol Cobas insorge e chiede un’ispezione dello Servizio prevenzioli infortuni (Spsal) dell’Asl 3. «Mercoledì sera», spiegano Paolo Dorigo di Slai Prol Cobas insieme a Mauro Angi esponente del sindacato in casa di riposo, «M. C. una operatrice socio sanitaria della cooperativa Sana che opera all’interno della casa di riposo (subentrata alla precedente cooper ...

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FIESSO. Una operatrice socio sanitaria alla casa di riposo “La salute” di Fiesso si sente male, cade e batte la testa. Il sindacato Slai Prol Cobas insorge e chiede un’ispezione dello Servizio prevenzioli infortuni (Spsal) dell’Asl 3. «Mercoledì sera», spiegano Paolo Dorigo di Slai Prol Cobas insieme a Mauro Angi esponente del sindacato in casa di riposo, «M. C. una operatrice socio sanitaria della cooperativa Sana che opera all’interno della casa di riposo (subentrata alla precedente cooperativa) a causa dei turni massacranti è caduta a terra. Scivolando ha battuto la testa e si è infortunata in modo serio perdendo copiosamente sangue. Portata in ospedale a Dolo con l’ambulanza le è stato riscontrato un trauma cranico con una prognosi di diversi giorni».

Il problema denuncia Slai Cobas è che all’interno della casa di riposo di Fiesso, che ospita 120 anziani in difficoltà, i turni dovrebbero essere coperti sempre almeno da 3 lavoratori.

«I turni invece», denuncia Slai Cobas, «spesso sono coperti da due persone a notte per 120 degenti: l’accumulo di stress e condizioni massacranti provocano brutti incidenti come questo. Chiederemo un immediato controllo da parte dello Spsal delle condizioni di sicurezza».

Ma non solo. Oltre a coprire i turni e badare a 120 anziani non autosufficienti in due, gli operatori denunciano il fatto che questi turni con personale ridotto si ripetono con sempre maggiore frequenza.

«La situazione delle operatrici e operatori socio sanitari che è denunciata all’interno della casa di riposo di Fiesso non è una situazione difforme da tante altre case di riposo della zona», dice Paolo Dorigo, «Purtroppo sono situazioni frequenti anche in altre realtà socio sanitarie del territorio. Chiediamo che siano fatti controlli precisi da parte degli organi di ispezione preposti. Turni massacranti sono denunciati anche dalle operatrici socio sanitarie incaricate dai Comuni della Riviera del Brenta per l’assistenza a domicilio delle persone in difficoltà».

Interpellata la coordinatrice alla casa di riposo, Marta Foltran, non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione sull’accaduto. I responsabili vogliono capire con precisione cosa è accaduto, mentre i rappresentanti dei lavoratori non escludono azioni legali a tutela della quarantenne rimasta ferita. «Il rischio che questi incidenti si ripetano con questi turni di lavoro massacranti», conclude Paolo Dorigo, «sono molto elevati per questo è importante che siano controllati con attenzione le turnistiche dei lavoratori e il principio che hanno spesso le cooperative di abbassare il costo del lavoro sfruttando gli operatori».

Infine anche la Uil Flp, con Pietro Polo, denuncia la «situazione difficile» alla casa di riposo di Fiesso e ha indetto un’assemblea sindacale, per mercoledì 12. —