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Scoperta frode fiscale camionisti pagati in nero chioggiotto denunciato

PIOVE DI SACCOCamionisti pagati in nero e fatture false con società cartiere. I soldi, tanti, venivano poi usati per fare investimenti immobiliari a Miami. Tutto sulla pelle di un centinaio di...

PIOVE DI SACCO

Camionisti pagati in nero e fatture false con società cartiere. I soldi, tanti, venivano poi usati per fare investimenti immobiliari a Miami. Tutto sulla pelle di un centinaio di lavoratori, tutti romeni e moldavi, che ogni giorno percorrevano le strade d’Italia senza alcuna tutela. L’altro “binario” su cui correva questa locomotiva illegale scoperta dalla Guardia di Finanza, è quella dell’evasione fiscale.

Cooperativa “il camionista”

L’attività della Tenenza di Piove di Sacco de ...

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PIOVE DI SACCO

Camionisti pagati in nero e fatture false con società cartiere. I soldi, tanti, venivano poi usati per fare investimenti immobiliari a Miami. Tutto sulla pelle di un centinaio di lavoratori, tutti romeni e moldavi, che ogni giorno percorrevano le strade d’Italia senza alcuna tutela. L’altro “binario” su cui correva questa locomotiva illegale scoperta dalla Guardia di Finanza, è quella dell’evasione fiscale.

Cooperativa “il camionista”

L’attività della Tenenza di Piove di Sacco della Finanza si è concentrata nel periodo tra il 2013 e il 2017. L’operazione, chiamata “Ghost Truck”, ha consentito di scoprire una maxi frode fiscale con un imponibile sottratto a tassazione di oltre 10 milioni di euro e un’imposta evasa di circa 4 milioni di euro. Al centro di questo articolato sistema c’era la cooperativa Il Camionista di Padova, nel cui consiglio siedono Michele Santinato di Chioggia, Franco Prandin di Fossò e Riccardo Ruaro di Vigonza. Indagati con loro anche Franco Costanzo (nel frattempo emigrato in Colombia) e Cristina Marcato (moglie di Prandin). Quella che gestivano tutto era, tranne che una cooperativa. Beneficiava dei vantaggi fiscali ma, in realtà, operava come una normale azienda. Il meccanismo è complesso e coinvolge anche un’altra società, che si chiama Conet e ha sede a Piove. Questa era la classica società “cartiera” che sfornava fatture per operazioni inesistenti.

Lavoro nero

I finanzieri hanno scoperto che c’erano ben 96 camionisti impiegati in nero, cui si aggiungono altri 23 lavoratori irregolari. Nell’inchiesta è entrato infatti anche l’Ispettorato del Lavoro che ha certificato il lavoro sommerso erogando una maxi-sanzione. I camionisti, secondo quanto accertato dagli uomini delle fiamme gialle, percepivano compensi di 1.500 euro al mese. Venivano pagati tramite assegno ma tutto in nero. E contributi zero.

i reati contestati

Le attività investigative si sono concluse con la denuncia di cinque persone per i reati di dichiarazione fraudolenta, emissione di fatture false, omessa dichiarazione dei redditi, occultamento di scritture contabili, nonché sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

i sequestri

La Guardia di Finanza ha proceduto poi con il sequestro di beni mobili e immobili per un valore complessivo di un milione di euro. In particolare sono state sequestrate le case di Franco Prandin a Fossò e quella Riccardo Ruaro a Vigonza. Sequestro pure per due terreni (del valore di circa 250 mila euro) e per disponibilità finanziarie per un importo complessivo di circa 750 mila euro, tra cui anche 50 mila euro in contanti depositati in una cassetta di sicurezza. —

Enrico Ferro

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