Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

A Venezia 75 piace la "Capri-Revolution" di Mario Martone

Ultimo film italiano in concorso per il regista che chiude così la sua trilogia con un inno alla gioventù ribelle e alla convivenza

Mario Martone: "Saranno le donne ad abbattere i muri"

VENEZIA. «L’arte e l’amore rendono belli, elevano le persone oltre le loro condizioni storiche». Mario
Martone
– come altri registi a Venezia 75 – usa la storia come pretesto, battendo sul ruolo salvifico dell’arte e della cultura, facendo di “Capri-Revolution” il capitolo conclusivo della trilogia iniziata con “Noi credevamo” e proseguita con “Il giov ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter

Mario Martone: "Saranno le donne ad abbattere i muri"

VENEZIA. «L’arte e l’amore rendono belli, elevano le persone oltre le loro condizioni storiche». Mario
Martone
– come altri registi a Venezia 75 – usa la storia come pretesto, battendo sul ruolo salvifico dell’arte e della cultura, facendo di “Capri-Revolution” il capitolo conclusivo della trilogia iniziata con “Noi credevamo” e proseguita con “Il giovane favoloso”.

Ma il film non va preso come un’operazione storica in senso stretto. “Capri-Revolution” è un altro omaggio ai giovani ribelli, come Lucia, capraia sull’isola che incontra la libertà e l’indipendenza anche grazie a una comune di artisti e borghesi tedeschi e inglesi che effettivamente vissero sull’isola all’inizio del ‘900. Una pastorella interpretata da Marianna Fontana, una delle due “Indivisibili” che stupirono Venezia due anni fa: ha confessato di essersi calata a fondo nel personaggio.

Foto di gruppo per il grande cast di "Capri-Revolution" di Mario Martone (Ansa)

Ripudiata dai fratelli, Lucia abbraccia le idee del Maestro Seybu (Reinout Scholten van Aschat, un giovane nazareno olandese scovato in un paese vicino alla Germania), emancipandosi anche dalle sue teorie quando si rende conto che queste sono sterili, davanti alla tragedia della guerra ormai esplosa ovunque. Un’indipendenza che va di pari passo con la libertà sessuale, che i membri della comune manifestano girando nudi nei boschi e in quella parte di isola che è il loro regno. «Io stessa mi sono lasciata andare, ho aperto me stessa a questo personaggio seguendo il mio corpo, e non solo nelle scene di nudo, ma soprattutto con la mia anima», spiega Marianna Fontana. Questa dialettica continua tra corpo e anima, tra uomo e donna, tra natura e arte è un fil rouge che lega assieme tutto il film, nel quale, sottolinea ancora Martone, «abbiamo fatto un percorso di conoscenza comune durante la preparazione, per provare a farlo con la modalità di quello che il film stesso racconta, un viaggio che va al di là di ogni rivoluzione. Inutile chiudersi o erigere muri, il confronto è ineludibile e anche la ribellione di Lucia non genera odio, ma amore», conclude Martone.

Red carpet affollatissimo di attori, ballerini, comparse e varia umanità bucolico-isolana: Marianna Fontana in Nasa Paolo Nespoli e Roberto Vittori, Miss Italia Alice Rachele Arlanch. Il film sarà nelle sale il 13 dicembre. —