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Stragi neo naziste, il grande amore e il glamour: Venezia75 non si fa mancare nulla

Valeria Bruni Tedeschi e la madre Marisa Borini

"Nuestro Tiempo" di Carlos Reygadas, "I villeggianti" di  Valeria Bruni Tedeschi, "22 July" di paul Greengrass

VENEZIA. Oggi alla Mostra del cinema è la giornata dello sfilare dell'intera famiglia Bruni, quella della strage del 22 luglio, quella dell'ex braccio  destro di Trump, Bannon, e dell'amore .

Valeria, Carla e la famiglia Bruni Tedeschi. I film che dirigo «sono come capitoli di un'autobiografia immaginaria. Nella vita è difficile toccare la verità, grazie alla finzione mi sembra ci si riesca più facilmente». Lo dice Valeria Bruni Tedeschi parlando del suo nuovo film da regista e protagonista,  ...

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VENEZIA. Oggi alla Mostra del cinema è la giornata dello sfilare dell'intera famiglia Bruni, quella della strage del 22 luglio, quella dell'ex braccio  destro di Trump, Bannon, e dell'amore .

Valeria, Carla e la famiglia Bruni Tedeschi. I film che dirigo «sono come capitoli di un'autobiografia immaginaria. Nella vita è difficile toccare la verità, grazie alla finzione mi sembra ci si riesca più facilmente». Lo dice Valeria Bruni Tedeschi parlando del suo nuovo film da regista e protagonista, "I villeggianti", con fra gli altri, Valeria Golino, Riccardo Scamarcio e Pierre Arditi, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia fuori concorso e in sala dal 20 dicembre con Lucky Red. Nel primo incontro con la stampa si tocca anche il tema del #metoo: «la causa la trovo giusta, ma per quanto riguarda il cinema sul tema molestie, credo si esageri un pò. Forse anche perché nella mia giovinezza ho lavorato molto con omosessuali, io non ne ho mai subite di molestie. Comunque il movimento che è nato è molto benefico nel mondo per tanti settori in cui le donne sono abusate, maltrattate e malpagate, una disparità quest'ultima che c'è anche nel cinema».

Venezia 75, passerella scintillante per Resnais restaurato Chianel

Secondo lei nell'arte «non ci devono essere essere delle quote, non mi piacerebbe essere messa in concorso perché sono una donna, sarebbe una vergogna. In altri settori però trovo che le quote siano giuste perché obbligano con delle regole l'essere umano che è spesso ottuso a essere equo e a non discriminare in base al colore della pelle, l'età, l'aspetto fisico. A volte l'intelligenza va imposta con la pistola». 

Carlos Reygadas regista e protagonista di Nuestro Tiempo

L’ha detto Errol Morris, registra del film inserito nei «Fuori Concorso» della 75. Mostra del Cinema di Venezia «American Dharma» che indaga la controversa figura di Steve Bannon.«In molte persone, compreso me, vediamo il governo Trump come un brutto sogno e ci chiediamo come possa essere accaduto - ha continuato - per me è quindi molto importante chiedermi come è stato possibile. Ora che ho indagato meglio ho capito molto ma ancora non mi è chiaro e ne sono spaventato. Come possa avere avuto successo Trump e la sua ideologia resta un problema. Non si tratta di populismo, si tratta di favorire i ricchi danneggiando i poveri. L’idea che la soluzione di un problema sia agire violentemente contro una parte della popolazione mi disgusta». (Ansa)