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«Regione responsabile degli altri naufragi sul Naviglio Brenta»

Comuni all’attacco per la mancata manutenzione del fiume Carraro (Burchiello): «L’ultimo dragaggio fatto nel 1968»

MIRA

«La Regione si assuma la responsabilità dello scavo dei canali e della sicurezza della navigabilità del Naviglio del Brenta e non cerchi di scaricare queste incombenze di sua competenza sui Comuni». Posizione dura quella del Comune di Mira, con l’assessore Maurizio Barberini, mentre molte proteste contro il Genio civile (ente regionale) e la Regione arrivano anche dagli operatori economici.

Questa estate a causa dei detriti depositati sul fondale del canale si sono incagliate una decina ...

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MIRA

«La Regione si assuma la responsabilità dello scavo dei canali e della sicurezza della navigabilità del Naviglio del Brenta e non cerchi di scaricare queste incombenze di sua competenza sui Comuni». Posizione dura quella del Comune di Mira, con l’assessore Maurizio Barberini, mentre molte proteste contro il Genio civile (ente regionale) e la Regione arrivano anche dagli operatori economici.

Questa estate a causa dei detriti depositati sul fondale del canale si sono incagliate una decina di imbarcazioni. Si sono rischiati veri e propri naufragi con decine di persone a bordo. A Stra un battello che porta 60 persone a visitare le ville del Brenta l’altra notte è stato colpito da un tronco ed è affondato.

«Navigare con turisti lungo il Brenta», spiega Alessandro Berto titolare del battello affondato, «ormai è un rischio. Se non si conoscono perfettamente anse e fondali dissestati da anni il rischio di incidenti gravi è dietro l’angolo».

Il Comune di Mira attacca: «Il Naviglio Brenta non viene scavato da decenni», spiega l’assessore all’Ambiente Maurizio Barberini. La Regione con una leggina in dicembre cerca di affibbiarci la gestione e la sicurezza della navigabilità. Diciamo no a chiare lettere. Mira solo per la gestione dei 9 ponti sul Naviglio spende oltre mezzo milione di euro all’anno. Per dragare l’intero tratto da Fusina a Stra e sistemare le rive vanno messi in conto decine di milioni di euro. Cifre pazzesche per gli enti locali che certo non possono essere ammortizzate con la contropartita degli incassi relativi alle concessioni alla navigazione».

Anche gli operatori turistici non le mandano a dire. «L’ultimo grande dragaggio fatto sul Naviglio Brenta», spiega Adelino Carraro storico ristoratore de Il Burchiello, «risale a 1968. La Riviera del Brenta per attirare turismo va rilanciata. I Comuni e la Regione si siedano attorno ad un tavolo e provino a risolvere di concerto i problemi».

Critico anche Francesco Vendramin dell’Associazione ambientalista Vas: «Tagli alberi indiscriminati, troppe barche e zero manutenzione». —