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Grave cinquantenne era stato in vacanza tra Eraclea e Caorle

CAORLEI contagi da febbre del Nilo aumentano nella Marca. Per la prima volta ad essere colpito in modo grave dal virus, trasmesso da zanzare infette, è un residente di Treviso di 56 anni che è stato...

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I contagi da febbre del Nilo aumentano nella Marca. Per la prima volta ad essere colpito in modo grave dal virus, trasmesso da zanzare infette, è un residente di Treviso di 56 anni che è stato in vacanza tra Caorle ed Eraclea. Si tratta del paziente più giovane tra i nove ricoverati dopo aver contratto la malattia. Lo spartiacque tra questo e i precedenti casi risiede nelle condizioni di salute del soggetto colpito. Il 56enne trevigiano non sarebbe affetto da alcuna patologia pregressa ...

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I contagi da febbre del Nilo aumentano nella Marca. Per la prima volta ad essere colpito in modo grave dal virus, trasmesso da zanzare infette, è un residente di Treviso di 56 anni che è stato in vacanza tra Caorle ed Eraclea. Si tratta del paziente più giovane tra i nove ricoverati dopo aver contratto la malattia. Lo spartiacque tra questo e i precedenti casi risiede nelle condizioni di salute del soggetto colpito. Il 56enne trevigiano non sarebbe affetto da alcuna patologia pregressa a differenza degli altri infettati, nonostante le buone condizioni di salute, ha però sviluppato encefalite. La forma più virulente della malattia, che provoca l’infiammazione del cervello e febbre alta.

«Stiamo indagando, quello che possiamo dire attualmente è che il paziente non avrebbe concause o patologie pregresse» spiega il dottor Roberto Rigoli, primario di Microbiologia.

L’insolito quadro clinico in cui la febbre del Nilo si è sviluppata questa volta rappresenta una particolarità che ha destato l’attenzione dei medici del Ca’ Foncello, dove il paziente è ricoverato nel reparto di Malattie Infettive. Al momento sembra da escludersi l’ipotesi che l’età media dei contagiati da West Nile si stia abbassando. Va però ricordato che oltre al 56enne di Treviso, nel Polesine sono stati colpiti da febbre del Nilo due giovani adulti. «Quello che possiamo dire», aggiunge Rigoli, «è che si attendiamo il picco della West Nile in settembre a causa delle condizioni climatiche favorevoli alla proliferazione delle zanzare».

Una fotografia più esatta potrà essere fornita nelle prossime settimane, grazie ai dati elaborati dalla Regione in base ai report delle singole aziende sanitarie, tra le quali l’Usl 2 Marca Trevigiana diretta da Francesco Benazzi, che sta svolgendo sul 56enne ulteriori accertamenti clinici per valutare il suo stato di salute pre-contagio. Inoltre, calcolando che il tempo di incubazione della malattia varia da 2 a 21 giorni, si cercherà anche di capire se la puntura di zanzara infetta sia stata presa nella Marca o durante il soggiorno dell’adulto in una località balneare tra Caorle ed Eraclea.

Negli ultimi tre mesi l’azienda sanitaria trevigiana si è trovata a gestire in tutto dieci casi di West Nile tra cui una 98enne ospite del Gris di Mogliano, una 50enne e un 36enne di San Dona di Piave, entrambi con un deficit immunitario antecedente il virus. —

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