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Lazzaretto Vecchio, l'isola della realtà virtuale

L'ile des morts

Lido di Venezia, la Mostra del Cinema ci fa camminare e respirare dentro ai film: storia di un nuovo fenomeno

VENEZIA. Quello che è successo lo dicono i numeri. Due anni fa, la Biennale ha lanciato nel programma della Mostra del Cinema una novità assoluta e ha portato un film – in realtà, uno spezzone di film – all’ultimo piano del Casinò.

Jesus VR, il prequel al Palazzo del Cinema

Tra i film più attesi, c’è la serie “Spheres”, che vanta la produzione di Darren Aronofsky e, con le voci di Patti Smith, Jessica Chastain, Millie ...

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VENEZIA. Quello che è successo lo dicono i numeri. Due anni fa, la Biennale ha lanciato nel programma della Mostra del Cinema una novità assoluta e ha portato un film – in realtà, uno spezzone di film – all’ultimo piano del Casinò.

Jesus VR, il prequel al Palazzo del Cinema

Tra i film più attesi, c’è la serie “Spheres”, che vanta la produzione di Darren Aronofsky e, con le voci di Patti Smith, Jessica Chastain, Millie Bobby Brown, porta a esplorare lo spazio. Molto atteso anche “Metro Veinte”, sul tema della sessualità nella disabilità.

Mostra del Cinema, torna la realtà virtuale: ecco le novità di quest'anno

“Lucid”, di Pete Short, entra nella mente di una donna in coma e aiuta la figlia a capire cosa l’ha ridotta in quelle condizioni; “Shennong” di Mi Li e Wang Zheng è una storia di fiori velenosi e antichi segreti della medicina cinese; “Battelscar” di Nico Casavecchia e Martin Allais (foto sotto, a sinistra) è un viaggio nella New York degli anni Settanta mentre “A discovery of Witches” di Kim-Leigh Pontin (foto sotto, a destra) va a Oxford, nel cuore della vita accademica, ma in un mondo parallelo di streghe e vampiri. L’appuntamento, nell’isola del futuro.

Cinema virtuale: al Lido di Venezia, la mostra sbarca nel futuro

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Nella grotta con Gregolet per andare oltre la morte

Ivan Gregolet, di Monfalcone, è l’unico regista italiano presente nella sezione VR; fa parte dei tre selezionati e sostenuti da Biennale College VR. Il suo film è “In the Cave”, prodotto da Antonio Giacomin e DavidCej; con Maruša Majer, Bruno Serban e Claudia Sfetez.

Racconta una vita che si spegne, un addio nella stanza di un vecchio speleologo. L’oscurità invade la vista ma inaspettatamente c’è qualcosa, un nuovo inizio, un altrove da cui ricominciare. Un mondo di rocce e concrezioni millenarie. Una grotta piena di bellezza e mistero, dove nulla è ciò che sembra.

L’unica guida è una luce sulla testa, le cui ombre disegnano sulle pareti bagnate una nuova storia. Cercando la via per uscire dall’oscurità eterna, lo spettatore è al centro di un viaggio allegorico in cerca di vita e di rinascita.

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Il lato oscuro della moda

Il lato oscuro della moda visto attraverso la lente di un insider: un'installazione in realtà virtuale firmata Francesco Carrozzini debutterà alla Mostra del cinema nella sezione sezione Venice Virtual Reality.

Aperta al pubblico dal 4 all'8 settembre sull'Isola del Lazzaretto Vecchio, «X Ray Fashion» concorrerà come miglior VR storia immersiva e migliore esperienza VR per contenuto interattivo.

Creata dal giovane gruppo danese MANDD, l'installazione di venti minuti è stata prodotta dal programma della Banca Mondiale contro il cambiamento climatico Connect4Climate e dalla Vulcan Productions del co-fondatore di Microsoft Paul Allen, con il sostegno di Alcantara S.p.A., azienda italiana «Carbon Neutral» da sempre impegnata nella lotta al climate change.

Tra veleni nei corsi d'acqua all'uso di prodotti chimici tossici ai tessuti degli abiti smessi che invadono le discariche, la moda è la seconda fonte al mondo di inquinamento dopo il petrolio. Per Carrozzini, autore di «Franca Chaos and Creation» imperniato sulla importante figura materna, è un ritorno a un mondo in cui ha vissuto fin da bambino.

Il lato oscuro della moda in un'installazione alla Mostra del Cinema

«Ho lavorato nell'industria della moda per molti anni ignorando le conseguenze del nostro business sull'ambiente e sulle persone in tutto il mondo», ha detto il figlio di Franca Sozzani e genero di Anna Wintour. «Ho accettato di dirigere il film per imparare di più sull'impatto ambientale della moda che non avevo percepito per tanti anni».

Il regista è stato immediatamente attratto dal progetto per l'alto potenziale di sperimentazione, il forte messaggio politico e la realtà virtuale. «X-Ray Fashion» permette di seguire, in uno spazio di 49 metri quadri, la vita di un capo di abbigliamento, dalla produzione alle passerelle, alla distribuzione, al consumatore fino a quando l'indumento verrà dismesso. In tutto sette scene di immagini dal vivo a 360 gradi, il film è generato in ambiente CGI e permette di divenire parte della rappresentazione esplorando lo spazio circostante grazie a effetti multisensoriali che espongono al calore, al vento, agli odori e al movimento del terreno.

Si parte da una sfilata di moda in cui gli spettatori si mescolano alle modelle sotto la luce dei flash; durante il defilé il narratore, lo stesso Carrozzini, racconta di un sopravvissuto al disastro di Rana Plaza, spiegando che in alcune parti dell'Asia il colore dei fiumi predice le imminenti tendenze della moda.

Per Giulia Braga della Banca Mondiale, «la realtà virtuale genera empatia ed è uno strumento potentissimo per trasmettere messaggi che possano ispirare cambiamenti positivi». Andrea Boragno, Presidente e CEO di Alcantara, ha osservato che «con il rapido sviluppo del pret-à-porter è imperativo evidenziare gli effetti che produzione e consumo di massa hanno sul pianeta».