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Mostra del Cinema: ritornare al Des Bains per un amarcord di alto livello

Gary Cooper, Marlene Dietrich - Morocco, 1930 - retrospettiva USA_23^_miac_1962

Fotografie e documenti dell'archivio della Biennale per un'iniziativa che restituisce un luogo-simbolo dl Lido

LIDO DI VENEZIA. A esserne capaci, si potrebbe forse sentire l’eco delle voci di Elsa Maxwell - lei che sapeva tutto - o dello Scià di Persia. Si potrebbe inseguire lungo i corridoi l’ombra di Sergej Djagilev, che qui morì nel 1929 e fu sepolto poco lontano, nell’isola di San Michele.

Miriam Hopkins: Dottor Jekyll e Mister Hyde

Si potrebbe vedere come un flash luminoso Monica Bellucci, che scende dall’auto diva perfett ...

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LIDO DI VENEZIA. A esserne capaci, si potrebbe forse sentire l’eco delle voci di Elsa Maxwell - lei che sapeva tutto - o dello Scià di Persia. Si potrebbe inseguire lungo i corridoi l’ombra di Sergej Djagilev, che qui morì nel 1929 e fu sepolto poco lontano, nell’isola di San Michele.

Miriam Hopkins: Dottor Jekyll e Mister Hyde

Si potrebbe vedere come un flash luminoso Monica Bellucci, che scende dall’auto diva perfetta, occhiali scuri e tacco infinito; o intuire nel buio il profilo di Anne Hathaway, che nella terrazza sul retro si nasconde con un calice di prosecco che i giornali scandalistici, a vederla, potrebbero trasformare in chissà cosa.
Come una cassaforte.

1932. Il pubblico della prima Mostra di Venezia allo Chez Vous dell’Hotel Excelsior, nel giardino delle Fontane Luminose al Lido di Venezia. Il primo film proiettato nella storia della Mostra, che appare sullo schermo alle 21.15 del 6 agosto 1932, è Dr. Jekyll and Mr. Hyde di Rouben Mamoulian. Pur non essendo ancora una rassegna competitiva, la Mostra presenta titoli importanti che diventeranno poi classici della storia del cinema come It happened one night di Frank Capra, Grand Hotel di Edmund Goulding, The Champ di King Vidor, Frankenstein di James Whale, Zemlja di Aleksandr Dovzenko, Gli uomini che mascalzoni... di Mario Camerini, A nous la liberté di René Clair. Sullo schermo appaiono le principali stars dell'epoca, da Greta Garbo a Clark Gable, da Norma Shearer a James Cagney, da John Barrymore a Joan Crawford, fino al divo italiano Vittorio De Sica.
1934. Balli notturni al Tabarin dell’Excelsior: alla seconda edizione, la Mostra diventa competitiva. Nel programma figurano anche La signora di tutti di Max Ophüls, Accadde una notte di Frank Capra e Piccole donne di George Cukor
Isa Miranda, appena ventiseienne, a Venezia nel 1935 come interprete di Passaporto rosso di Guido Brignone: alla sua destra c’è il marito Alfredo Guarini. Nel 1935 la Mostra diventa annuale e il premio per gli attori assume la denominazione che ha mantenuto fino ad oggi: Coppa Volpi.
1937: la Mostra, in crescita per successo e pubblico, lascia la terrazza dell’Excelsior, sede delle prime edizioni, per il nuovo Palazzo del Cinema, progettato in stile modernista dall’ingegnere Luigi Quagliata e costruito a tempo di record. Resta ancora oggi, con una parentesi tra gli anni dal 1940 al 1948, la sede principale della Mostra.
Leni Riefensthal e Dino Alfieri, Ministro della Cultura Popolare, a Venezia nel 1938: la regista tedesca vince con Olympia insieme a Goffredo Alessandrini con Luciano Serra pilota. Entrambi i titoli, al di là delle qualità estetiche, sono espliciti film di propaganda: è l’anno in cui le pressioni politiche sulla Mostra si fanno più pesanti e anche l’ultimo prima della Guerra in cui il cinema americano rimane in programma. Walt Disney ottiene un premio per Snow White and the Seven Dwarfs (Biancaneve e I sette nani), il primo lungometraggio d’animazione prodotto negli Usa.
Orson Welles e Darryl F. Zanuck in spiaggia al Lido nel 1948. Welles è a Venezia per presentare in concorso Macbeth, Zanuck stava producendo La fossa dei serpenti di Anatole Litvak, che l’anno successivo sarà premiato con la Coppa Volpi come migliore attrice a Olivia de Havilland.
1948: il ventinovenne Giulio Andreotti, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, assiste a una delle proiezioni della Mostra. Quell’anno Amleto di Laurence Olivier trionfa come miglior film e Jean Simmons, nel ruolo di Ofelia, vince la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile.
Roberto Rossellini a Venezia nel 1952 per Europa 51: il regista è una presenza abituale della Mostra a partire dal 1941, quando presenta La nave bianca (1941). Torna poi nel 1948 con il film in due episodi L’amore, nel 1950 con Stromboli, terra di Dio e Francesco giullare di Dio, poi ancora con Il generale della Rovere (1959), Vanina Vanini (1961), La prise du pouvoir par Louis XIV (1966), Intervista a Salvador Allende: la forza e la ragione (1974).
Alida Valli in Sala Grande nel 1946 per la presentazione di Eugenia Grandet di Mario Soldati: la prima edizione dopo la Guerra è una rassegna provvisoria che non assegna premi, ma solo alcune segnalazioni.
L’inconfondibile volto di Eric von Stroheim, ospite a Venezia nel 1951, qui con Giovanni Ponti, Commissario Straordinario della Biennale. Nel 1958 la Mostra dedicherà al regista austriaco una grande retrospettiva.
l regista Alberto Lattuada e l’attrice Carla del Poggio, alla Mostra per il film Il mulino del Po, insieme a Gina Lollobrigida a un ricevimento all’Excelsior. È il 1949, un anno cruciale per la Mostra: sotto la direzione di Antonio Petrucci, dopo essere stata ospitata per due edizioni nel cortile di Palazzo Ducale torna definitivamente a Palazzo del Cinema al Lido e viene istituito il premio Leone di San Marco per il Miglior Film.
Kenji Mizoguchi sulla spiaggia del Lido nel 1953: in quella edizione vincerà il Leone d’Argento con Ugetsu Monogatari (I racconti della luna pallida d’agosto) a pari merito con Moulin Rouge di John Huston, Thérèse Raquin di Marcel Carné, Sadko di Aleksandr Ptushko, I vitelloni di Federico Fellini e Il piccolo fuggitivo di Ray Ashley, Morris Engel, Ruth Orkin. La Giuria deciderà invece di non assegnare il Leone d’Oro.
Gina Lollobrigida in riva al mare al Lido nel 1956: fu una delle dive più acclamate di quell’anno. Così Oriana Fallaci descrive sulla rivista L’Europeo il suo trionfale arrivo al Palazzo del Cinema: “Dalla folla si levò un urlo immenso. Le transenne di ferro rischiarono di essere rotte come fuscelli, i 156 poliziotti impegnati ad arginare i corpi furono sul punto di cedere alla spinta. Gina scese da un tassì, accompagnata da Milko Skofic e da una guardia del corpo. Milko aveva la faccia annoiata. Gina indossava un abito di raso verde-acqua, luccicante di pagliette, esibiva guanti rosso-sangue e nemmeno un gioiello sul collo. (…) I fotografi le si precipitarono addosso. La guardia del corpo la circondò in un cerchio di braccia. Ormai non si vedevano più che i suoi riccioli neri allungati a zazzerina, gli immensi occhi stupefatti e le labbra carnose. (…) Tutto questo accadeva alle dieci di sera di martedì 28 agosto, giorno fissato per l’inaugurazione del 17° Festival del Cinema, detto anche il Festival della Lollo, eroina del nostro tempo”. Gina Lollobrigida aveva già partecipato alla Mostra, nel 1952 addirittura come interprete di due titoli: Altri tempi, film in nove episodi di Alessandro Blasetti, e Le belle della notte di René Clair.
Il produttore Angelo Rizzoli e un giovane Federico Fellini s’incontrano fuori da Palazzo del Cinema: è il 1958. Pochi mesi dopo, nel marzo 1959, avrebbero iniziato insieme le riprese di La dolce vita.
Alberto Sordi alla Mostra, nel 1961, insieme a Sandra Milo: l’attore era a Venezia come protagonista di Il giudizio universale di Vittorio De Sica, Sandra per Vanina Vanini di Roberto Rossellini.
Elsa Maxwell, instancabile animatrice della mondanità veneziana, stravagantemente vestita da ufficiale di Marina, abbraccia l’attrice Olivia de Havilland a Venezia, nel 1955.
Anna Magnani sul red carpet veneziano nel 1962: l’attrice era alla Mostra per Mamma Roma di Pier Paolo Pasolini, che sarà al centro di una polemica: a causa del film, il poeta verrà denunciato per offese al buon costume ed oltraggio al comune senso del pudore, ma la magistratura archivierà presto la denuncia.
1952: Joan Fontaine sbarca alla celebre Darsena dell’Hotel Excelsior. L’attrice era alla Mostra come interprete di Ivanhoe di Richard Thorpe.
Brigitte Bardot illumina Venezia con la sua presenza, nel 1958: i fotografi la inseguono e lei diventa subito la protagonista della mondanità al Lido. “BB”, all’apice della sua carriera, era arrivata alla 19. Mostra nel cast del film En cas de malheur (La ragazza del peccato) di Claude Autant-Lara.
1957: Maria Callas è tra le dive che animano le notti della 18. Mostra insieme al marito Giovanni Battista Meneghini. Proprio quell’anno a Venezia la cantante incontrò per la prima volta Aristotele Onassis, che due anni dopo diventerà il suo compagno.
Joseph Cotten (a sinistra) prende il sole al Lido nel 1949: pochi giorni dopo vincerà la Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile per Il ritratto di Jennie di William Dieterle.
Luchino Visconti riceve con orgoglio il Leone d’Argento per Le notti bianche, nel 1957. Dietro di lui si scorge il regista André Cayatte, che quell’anno era in concorso con Oeil pour oeil.
1968: Liliana Cavani riceve un omaggio floreale in Sala Grande, poco prima della proiezione ufficiale del suo Galileo presentato in concorso. Accanto a lei il protagonista del film, l’attore sudafricano Cyril Cusack.
1958: Sofia Loren abbraccia emozionata la Coppa Volpi come miglior interprete femminile appena vinta per il film Black Orchid di Martin Ritt.
Il pubblico gremisce Piazza San Marco per l’edizione del 1947, in trasferta nel centro veneziano: la Mostra tornerà nella storica sede del Lido l’anno successivo.
1968: un giovane Bernardo Bertolucci, in concorso a Venezia con il film Partner, conversa con l'allora Direttore della Mostra Luigi Chiarini.
Red carpet affollato per la cerimonia d’apertura della 28. edizione della Mostra, il 28 agosto 1966: in passerella compare Ugo Tognazzi attorniato da Franca Bettoia, Olga Villi, Tina Louise, Les Crane, e Alicia Brandet. Tutti diretti in Sala Grande per il film d’apertura The Wild Angels di Roger Corman interpretato da Peter Fonda e Nancy Sinatra.
1963: Paul Newman sbarca a Venezia come protagonista di Hud il selvaggio di Martin Ritt, presentato in concorso. Il Lido impazzisce per la presenza del divo più celebre di Hollywood: Newman ha 38 anni, è all’apice della sua carriera, i giornalisti fanno a gara per incontrarlo. Oriana Fallaci lo intervista alla Mostra per "L'Europeo": con la sua inconfondibile schiettezza, gli chiede di togliersi gli occhiali da sole durante la conversazione. Newman risponderà: «Io, quando mi dicono si tolga gli occhiali, voglio vedere i suoi occhi celesti, mi arrabbio come una bestia. Proprio come quando mi dicono lei è così bravo e poi ha due occhi talmente celesti. Si ha sempre l'impressione, a esser belli, che la gente ti accetti per ragioni sbagliate: insomma non perché tu sei tu ma perché sei bello».
Il grande Charlie Chaplin riceve il Leone d’Oro alla carriera nel 1972. Per celebrarlo, quell’anno la Mostra organizza una corposa retrospettiva delle sue opere, “Il tutto Chaplin 1914-1966”, proiettando anche moltissimi dei suoi primi cortometraggi nelle vesti di Charlot.
Giovane, ingenuamente ammiccante, protagonista del capolavoro-scandalo della Mostra 1962: la sedicenne Sue Lyon, l’indimenticabile Lolita di Kubrick, si aggira per le feste del Lido. Stanley Kubrick a Venezia non arriva: il 31 agosto 1962, alla proiezione ufficiale in Sala Grande, presenzia solo Sue. Quell’anno, tra i film in concorso, c’erano anche Mamma Roma di Pier Paolo Pasolini e Il coltello nell'acqua di Roman Polanski.
1965: Ermanno Olmi e Rod Steiger chiacchierano scendendo la scalinata dell’Hotel Excelsior verso la spiaggia. Il regista era alla Mostra, fuori concorso, con il film E venne un uomo, un omaggio alla figura di papa Giovanni XXIII interpretato da Steiger e Adolfo Celi.
1960: red carpet trionfale per il cast di Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti, presentato in concorso: da sinistra Annie Girardot, Renato Salvatori, Claudia Cardinale, Max Cartier, Alain Delon, Katina Paxinou. Il film vincerà il Premio Speciale della giuria.
1963: Tinto Brass porta fuori concorso alla Mostra il suo film In capo al mondo (che uscirà poi nelle sale italiane con il titolo Chi lavora è perduto). Per promuovere il film, davanti a Palazzo del Cinema viene issata una vera gondola.
laudia Cardinale sbarca alla darsena dell’Hotel Excelsior, nel 1965: è una delle dive più acclamate di quell’anno come protagonista del film Vaghe stelle dell’Orsa di Luchino Visconti, che vincerà il Leone d’Oro per il miglior film.
Dustin Hoffman e la moglie Anne Byrne Hoffman in Sala Grande nel 1971: l’attore era alla Mostra come protagonista del film Chi è Harry Kellerman e perché parla male di me? di Ulu Grosbard.
La Mostra del Cinema nelle foto storiche: cinema e glamour in bianco e nero

Al Lido, l’Hotel des Bains è cassaforte di tante storie; prima ancora è il simbolo di una lunga storia che parla di cinema ma anche di società, dell’Italia e di Venezia e del suo Lido, del come eravamo e di quali erano i nostri sogni e i nostri miti.

Una storia ritrovata perché, da lunedì, la Sala Visconti e alcuni altri spazi del primo piano saranno riaperti al pubblico in occasione di “Il Cinema in Mostra. Volti e Immagini dalla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica 1932 – 2018”.

Rocco e i suoi fratelli cast 21^_Miac_1960 foto_Ferruzzi

«La 75esima edizione non poteva passare senza essere celebrata» dice «el’Archivio della Biennale offriva il materiale per farlo. In tutti questi anni e con monotona assiduità abbiamo lamentato la chiusura dell’Hotel Des Bains, un vero vulnus alla Mostra. Abbiamo trasformato il nostro lamento in un’iniziativa, realizzabile grazie alla cortesia della nuova proprietà. Siamo convinti che la nostra storia sia un tratto assai importante della nostra immagine».

Riunione consultiva prima Mostra del cinema Luciano De Feo, 8° da sinistra 1932

Coima ha dato un contributo essenziale, consentendo la riapertura di questi spazi, e andando «incontro alla volontà della Biennale di riappropriarsi di uno dei suoi luoghi identitari e al desiderio dei cittadini e delle istituzioni di vedere rinascere una parte vitale del proprio territorio» come dice il Ceo Manfredi Catella.
È in fondo una questione di fascino, di atmosfera; anche il modo migliore, il più semplice, per capire come si è arrivati fino a qui. Ottantasei anni di vita, 75 edizioni, e la voglia di sorprendere ancora.

Hotel Des Bains (Lido) / 27 agosto – 16 settembre 2018

con i materiali dell’Archivio Storico della Biennale