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Per Maila i fiori che non aveva mai avuto Il parroco: «Tanta rabbia, merita giustizia»

Chiesa gremita per la donna uccisa a botte dal marito. La lettera della sorella incinta: «A mio figlio parlerò di te»



Santa Maria di Sala

Fiori, forse gli unici che le sono stati regalati. Li hanno sparsi ieri davanti alla Chiesa della Natività gli amici e le amiche di Maila Beccarello, ammazzata di botte dal marito la mattina dell’8 agosto nella casa in cui due convivevano a Cavarzere.

Fiori e scarpe rosse, il simbolo della lotta al femminicidio. Tantissime le persone che si sono recate in chiesa per dare l’ultimo saluto a Maila. Molte abitano a Santa Maria di Sala, il paese in cui Maila è cresciuta. Tante ...

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Santa Maria di Sala

Fiori, forse gli unici che le sono stati regalati. Li hanno sparsi ieri davanti alla Chiesa della Natività gli amici e le amiche di Maila Beccarello, ammazzata di botte dal marito la mattina dell’8 agosto nella casa in cui due convivevano a Cavarzere.

Fiori e scarpe rosse, il simbolo della lotta al femminicidio. Tantissime le persone che si sono recate in chiesa per dare l’ultimo saluto a Maila. Molte abitano a Santa Maria di Sala, il paese in cui Maila è cresciuta. Tante sono partite anche da Cavarzere, per venire a portare il loro cordoglio.

La chiesa era già piena, sia all’interno che davanti alla facciata. All’ingresso una miriade di fiori e petali. Un tappeto floreale su cui sono state posizionate una serie di scarpe rosse. Un omaggio a Maila e un messaggio forte per dire no alla violenza sulle donne. Poi è arrivata la salma, accompagnata dai familiari di Maila. La mamma Marilena, il fratello Alessandro, gli zii, i cugini. Non c’era la sorella Alice, che aspetta un bambino.

La gravidanza avanzata non le ha consentito di essere presente fisicamente alla cerimonia, ma le sue parole sono riecheggiate all’interno della chiesa. Durante uno dei momenti più toccanti, una bambina, Lisa, ha letto una lettera scritta da Alice, indirizzata alla sua amata sorella che adesso sarà «seduta su una nuvola, che ride insieme al papà».

Una chiesa piena, pienissima. Familiari, amici, conoscenti, chi ha non aveva mai visto Maila ma che è stato profondamente toccato dalla sua morte. Violenta, terribile, che ti fa sentire vicino a una persona che magari non conoscevi, ma la cui storia ti strazia comunque.

Che ti fa sentire vicino ad una ragazza di 37 anni, uccisa brutalmente, a pugni e calci da quel marito che aveva giurato di proteggerla. Che ti fa sentire vicino alla sua famiglia, distrutta dal dolore ma ferma nel chiedere giustizia.

Da questo parte Don Paolo nella sua omelia. Prima un ringraziamento a tutti i presenti. Poi la richiesta di giustizia. Don Paolo legge una lettera scritta dai familiari: «Il vuoto e il dolore che ci hai lasciato sono immensi, come il dolore che hai provato. La tua vita non è mai stata facile ma hai superato tutto. Abbiamo tanta rabbia. Faremo di tutto perché tu abbia la giustizia che meriti».

A fianco di Don Paolo il parroco di Cavarzere, Don Achille: «Il volto di una donna è stato macchiato di sangue, perdonaci Signore. Rimuovi da noi ogni forma di indifferenza verso qualsiasi violenza, in particolare sulle donne». Presenti al cordoglio il sindaco di Santa Maria di Sala Nicola Fragomeni, la sindaca di Mirano Maria Rosa Pavanello, il vicesindaco di Cavarzere Paolo Fontolan, la senatrice Orietta Vanin.

È stata una cerimonia delicata, nonostante la chiesa fosse piena di persone, tutte unite nel dolore. Don Paolo ha poi ricordato il papà di Maila, Marino, scomparso anni fa in seguito ad un incidente sul lavoro. Poi la lettera della sorella Alice, letta da una bambina, Lisa: «Non mi vedi insieme a tutte queste persone perché il bambino che ho in grembo non me lo consente. Gli racconterò di te, della persona meravigliosa che eri, un po’ pazza, testarda ma sempre buona con tutti. Scusa se sono stata un po’ dura con te negli ultimi tempi, volevo farti capire che meritavi di più di quello che stavi vivendo. Ti immagino adesso seduta su una nuvola, che ridi insieme al papà».—