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«Murano, Burano e Sant’Erasmo mi chiedono l’impossibile»

Maurizio Grazio, preside di Mogliano residente a Treviso, è stato chiamato alla reggenza in tre istituti di Venezia. «Rappresento l’eccezione che in Italia è diventata la regola». Vicenda emblematica del caos presidi: ne mancano la metà e sono più di 50 i  reggenti nel Veneziano per i ritardi del concorso. Direttori costretti alla gestione degli istituti comprensivi rimasti scoperti

VENEZIA. Al lavoro dalla terraferma alla laguna. Ma anche, vista la necessità, dalla pianura ai monti. Come preside titolare in una scuola - spesso e volentieri un istituto superiore - e preside reggente in un’altra. In servizio per la pubblica istruzione “a scavalco” non tra due comuni, ma addirittura tra due diverse province. Treviso e Venezia nel primo caso. E pure tra Treviso e Belluno, nel secondo.

Il “risiko” delle nomine dei dirigenti scolastici reggenti da parte dell’Ufficio scolastic ...

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VENEZIA. Al lavoro dalla terraferma alla laguna. Ma anche, vista la necessità, dalla pianura ai monti. Come preside titolare in una scuola - spesso e volentieri un istituto superiore - e preside reggente in un’altra. In servizio per la pubblica istruzione “a scavalco” non tra due comuni, ma addirittura tra due diverse province. Treviso e Venezia nel primo caso. E pure tra Treviso e Belluno, nel secondo.

Il “risiko” delle nomine dei dirigenti scolastici reggenti da parte dell’Ufficio scolastico per il Veneto ha riservato non poche sorprese agli istituti del Veneziano nell’assegnazione degli incarichi per il nuovo anno scolastico alle porte. Ridisegnando una geografia della scuola, con confini fino a ieri impensabili.

A prendere in mano, come preside reggente, le redini di un istituto comprensivo delle isole Murano, Burano fino alla lontana Sant’Erasmo sarà il preside titolare da otto anni del liceo Berto di Mogliano, Maurizio Grazio. Nel comparto dei presidi trevigiani il dirigente Grazio sarà inviato a capo di un istituto nel bel mezzo della laguna. In tutto sei sedi scolastiche, dalla scuola materna alle medie.

Preside Grazio, partenza da Mogliano Veneto, Burano, Murano, Sant’Erasmo e ritorno. Missione impossibile?

«Da parte mia non avevo fatto alcuna richiesta a prendere servizio in una scuola di un’altra provincia. Certo, due anni fa mi era stata conferita per un anno scolastico anche la reggenza dell’Istituto comprensivo Minerbi di Mogliano. Ma non è lontano dal liceo Berto. E in alcune sedi ci potevo andare anche a piedi».

Per quali motivi l’amministrazione scolastica ha dovuto scegliere un preside trevigiano per un istituto scolastico nel cuore della laguna?

«Se è stato necessario guardare ad altre province per cercare il preside che serviva all’istituto comprensivo di Murano significa che non c’erano altre possibilità di scelta. Il comune più vicino alla provincia di Venezia è Mogliano. E le isole di Murano, Burano e Sant’Erasmo fanno parte della provincia di Venezia. Ecco la spiegazione».

Un liceo in terraferma e sei scuole in laguna. Come sono dislocate?

«Ci sono tre scuole primarie nelle tre isole di Murano, Burano e Sant’Erasmo. Due scuole medie, una a Murano e la seconda a Burano. E una scuola dell’infanzia a Sant’Erasmo. In tutto, tra bambini più piccoli e ragazzi delle medie, ci sono 366 alunni».

Ha già calcolato quanto tempo ci metterà per raggiungere tutti gli istituti a lei assegnati?

«Abito a Treviso. Non essendo un provetto nuotatore e non avendo la capacità di camminare sulle acque, una volta arrivato in treno alla stazione Santa Lucia dovrò prendere un vaporetto. La sede centrale dell’istituto comprensivo è a Murano. Con il diretto sono 20 minuti. Mezz’ora con le altre fermate. Da Murano poi si può prendere il secondo vaporetto per raggiungere le sedi scolastiche di Burano e Sant’Erasmo. Per ciascuna sono altri 20 minuti. Dunque, non sarà possibile in giornata lavorare in tutte le scuole, partendo dalla sede del liceo dove sono preside titolare, a Mogliano, vicino a Mestre ma in provincia di Treviso. Mi dovrò per forza dividere tra Venezia e la terraferma per delle giornate intere».

La moltiplicazione delle scuole e la divisione dei presidi. Quanto potrà reggere questa aritmetica applicata alle necessità della scuola pubblica?

«Ritengo che non si possa più andare avanti con le reggenze. Sono l’eccezione che, in Italia, ormai sta diventando la regola. Finché non termina il concorso per dirigenti scolastici sarà sempre così. Visto che non ci sono presidi a disposizione per coprire il turn over causato dai pensionamenti. Avevano tentato anche di assegnare incarichi in Veneto a presidi da altre regioni, ma poi sono tornati tutti a casa. Per quel che mi riguarda, ho chiesto comunque un incontro alla direzione scolastica regionale per poter avere chiarimenti in merito ai criteri di assegnazione degli incarichi ai dirigenti». —


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