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Il dolore silenzioso per la morte di Christian

I parenti e gli amici danno libero sfogo alle lacrime nel ricordo del ragazzo di 26 anni, figlio unico, scomparso in un incidente



SANTA MARIA DI SALA

Dolore e lacrime. Il dolore indescrivibile, primordiale, di mamma Daniela e papà Claudio che perdono il loro unico figlio, Christian Salmaso, di appena 26 anni, portato via da un terribile incidente stradale avvenuto lunedì a Ospedaletto di Istriana. Sconvolti si sono subito recati all’ospedale Ca’ Foncello, e dopo momenti di tensione si sono chiusi nell’angoscia muta.

Le lacrime di chi Christian lo conosceva bene e che a lui era legato da qualcosa di profondo, com’era nor ...

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SANTA MARIA DI SALA

Dolore e lacrime. Il dolore indescrivibile, primordiale, di mamma Daniela e papà Claudio che perdono il loro unico figlio, Christian Salmaso, di appena 26 anni, portato via da un terribile incidente stradale avvenuto lunedì a Ospedaletto di Istriana. Sconvolti si sono subito recati all’ospedale Ca’ Foncello, e dopo momenti di tensione si sono chiusi nell’angoscia muta.

Le lacrime di chi Christian lo conosceva bene e che a lui era legato da qualcosa di profondo, com’era normale, con Christian. Uno dei suoi più cari amici si era da tempo trasferito a Preston (Inghilterra) per lavoro. Christian aveva preso più volte l’aereo per andare a trovarlo. La sera dell’incidente si precipita al telefono per avere notizie. Poi viene a sapere della morte dell’amico, il dolore schiaccia le poche parole che al telefono si trasformano in un pianto. Non riesce più a dire nulla, riattacca.

Christian era conosciutissimo a Santa Maria di Sala. Partecipava a mille attività, era sempre pieno di energie e per anni aveva contribuito all’organizzazione della sagra del paese. Uno degli storici organizzatori ha il cuore a pezzi: «L’ultima volta che ci siamo incrociati stava correndo davanti a casa mia ma si è fermato per salutarmi», dice, « era un ragazzo disponibilissimo». Poi il silenzio, le parole non riescono ad uscire.

Qualche frase in più la dice Marco, un vicino di casa: «Era una persona solare, generosa. Mi ricordo che anni fa era sempre presente in parrocchia, partecipava alle varie attività giovanili ed era tra gli animatori del grest. Qui lo conoscevano tutti. Non è una frase fatta: lascia un vuoto enorme».

Ieri, davanti alla chiesa, c’erano i cugini di mamma Daniela: i genitori di Christian li hanno chiamati la notte prima. «È una tragedia», mormorano, poi si allontanano e si dirigono verso quella casa segnata dal dolore.

Poco prima, in parrocchia, sono passati anche gli amici più stretti di Christian. Sono venuti per cercare forse un po’ di conforto e per informarsi sulla data dei funerali. Dovrebbero tenersi o venerdì o sabato, ma si aspetta il nulla osta della Magistratura. Chi li ha visti racconta di un pianto ininterrotto, silenzioso.

Christian era benvoluto da tutti. Aveva una positività contagiosa, mille passioni: dalla musica, ai motori, fino alla montagna, dove spesso andava a sciare con i suoi amici. Martino è uno di loro, tante volte erano andati insieme sulle piste innevate. Ricorda l’amico, a cui si rivolge direttamente «Sin da piccoli ne combinavamo di tutti i colori al centro parrocchiale, mi riaffiorano un miliardo di ricordi. Non me ne rendo conto ancora e non ci riuscirò mai, hai lasciato un sacco di malinconia e so che non vorresti che sia così perché sprizzavi allegria e simpatia ogni istante, ma è difficile. Hai creato un vuoto dentro e credo che non si riempirà mai più». —