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Ombrelloni in area demaniale, 15 multe da mille euro

Sanzionati dalla capitaneria di porto albergatori e stabilimenti che occupavano abusivamente la spiaggia, bloccando anche il passaggio e l’accesso al mare

JESOLO. Controlli serrati della capitaneria di porto sulla garanzie delle spiagge libere, al lido di Jesolo già una quindicina le multe elevate in pochi giorni ai danni di albergatori e stabilimenti che hanno occupate le zone di spiaggia destinate ad aree non concessionate. È la classica spiaggia libera che a Jesolo è disseminata tra uno stabilimento e l’altro, a macchia di leopardo e in zone piuttosto promiscue che hanno sempre sollevato critiche da parte dei turisti e soprattutto pendolari ...

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JESOLO. Controlli serrati della capitaneria di porto sulla garanzie delle spiagge libere, al lido di Jesolo già una quindicina le multe elevate in pochi giorni ai danni di albergatori e stabilimenti che hanno occupate le zone di spiaggia destinate ad aree non concessionate. È la classica spiaggia libera che a Jesolo è disseminata tra uno stabilimento e l’altro, a macchia di leopardo e in zone piuttosto promiscue che hanno sempre sollevato critiche da parte dei turisti e soprattutto pendolari alla ricerca del loro pezzettino di spiaggia libera.

Si tratta di una vasta operazione di sensibilizzazione a livello nazionale che ha già comportato 5 mila controlli in tutta Italia per 170 mila euro di sanzioni da parte della capitaneria di porto. A Jesolo il fenomeno è esploso nei giorni vicini al Ferragosto quando i militari dell’ufficio di Jesolo sono scesi in spiaggia e hanno trovato già una quindicina di violazioni commesse da chi pensava evidentemente di farla franca.

Ombrelloni e lettini che venivano piazzati nelle aree libere, incuranti del fatto che la legge garantisce queste aree destinate ai bagnanti i quali devono poter godere del diritto di accesso alle spiagge e al mare. I militari hanno effettuato accurati controlli e misurazioni per poi elevare le sanzioni. Ogni sanzione amministrativa elevata risulta piuttosto salata per i trasgressori: mille euro.

E non c’è verso di eluderla una volta individuate le violazioni da parte degli imprenditori che operano sull’arenile. Nella rete della capitaneria sono finiti albergatori e gestori di spiagge che non avevano rispettato i limiti previsti. Ieri mattina i militari in divisa sono arrivati nella zona di piazza Casabianca, ma nei giorni precedenti hanno passato al setaccio un po’ tutto il lido.

In passato la questione spiagge libere a Jesolo è stata al centro delle polemiche soprattutto per la battigia. Molti pendolari, infatti, occupavano questa zona davanti agli stabilimenti e le concessioni sollevando scontri e litigi. La capitaneria, ma anche le forze di polizia, sono dovute intervenire in più di qualche occasione, anche perché si creavano situazione di tensione tra chi pagava lettini e ombrelloni, clienti degli alberghi o appartamenti, e i pendolari che si piazzavano proprio davanti.

In realtà Jesolo gode di una speciale deroga sulla spiaggia libera che deve essere circa l’11 per cento della spiaggia complessiva. E per rispettare questa tutto sommato esigua porzione di spiaggia da garantire per legge, ha sfruttato un’area difficile da raggiungere o quasi inaccessibile come la spiaggia della Laguna del Mort, adiacente quella di Eraclea Mare. Un lembo di spiaggia, oasi naturalistica protetta, amata soprattutto dagli appassionati dell’abbronzatura integrale. Grazie a questa spiaggia, del tutto libera e occupata al massimo da qualche baracca in legno abusiva, la città non ha problemi nel rispettare la legge sulle aree libere da garantire. —