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«Facevo uso di cocaina era Maila a procurarmela»

All’interrogatorio di convalida Natalino Boscolo Zemello accusa la moglie Le analisi stabiliranno se ha ucciso la donna sotto l’effetto degli stupefacenti 

CAVARZERE

Se Natalino Boscolo Zemello, 35 anni, era sotto l’effetto della cocaina quando ha massacrato la moglie Maila Beccarello, di due anni più anziana, lo stabiliranno le analisi del sangue a cui è stato sottoposto. Ma già ai primi soccorritori l’uomo era apparso alterato come se fosse sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Venerdì, in carcere a Venezia, al giudice David Calabria che lo ha interrogato per la convalida dell’arresto, il pescatore ha spiegato che faceva uso di cocaina e ...

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CAVARZERE

Se Natalino Boscolo Zemello, 35 anni, era sotto l’effetto della cocaina quando ha massacrato la moglie Maila Beccarello, di due anni più anziana, lo stabiliranno le analisi del sangue a cui è stato sottoposto. Ma già ai primi soccorritori l’uomo era apparso alterato come se fosse sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Venerdì, in carcere a Venezia, al giudice David Calabria che lo ha interrogato per la convalida dell’arresto, il pescatore ha spiegato che faceva uso di cocaina e che «me la procurava Maila». Infatti lui non poteva uscire di casa in quanto agli arresti domiciliari per una condanna. Se provato che il pescatore, originario di Sottomarina, era sotto l’effetto della cocaina, quando ha massacrato di botte la moglie, sarebbe un’aggravante che peggiorerebbe la sua situazione già molto grave. Lui, comunque, al giudice non ha voluto dire, o meglio ha negato, di avere fatto uso di cocaina poco prima che scoppiasse la lite che ha portato all’omicidio.

Le indagini dei carabinieri del capitano Francesco Barone dovranno spiegare se le accuse di Boscolo sul conto della moglie sono vere. O se non si tratta di un piano che ha studiato per alleggerire la sua posizione da imputato gettando ombre sulla figura della moglie. Già è emerso che la donna frequentava persone in odore di spaccio, ma non c’è, per ora, una prova che la donna facesse uso di sostanze stupefacenti o che acquistasse droga per conto del marito. Ma lo stesso Natalino Boscolo Zemello non è conosciuto dalle forze di polizia come assuntore di sostanze stupefacenti. Che possa trattarsi di un piano è emerso anche dal fatto che lui ha detto, prima al suo legale Andrea Zambon e poi anche al giudice Calabria, che è stata Maila, durante una lite, ad aggredirlo per prima. Da qui la sua furia omicida. Dovuta anche alla cocaina?

L’omicidio all’alba di mercoledì scorso in via Regina Margherita a Cavarzere. Maila Beccarello, parrucchiera di 37 anni, cresciuta a Santa Maria di Sala, è morta nella casa di Cavarzere dove era arrivata con il marito da oltre un anno. «Venite, l’ho ammazzata di botte»: Natalino Boscolo Zemello, 35 anni, pescatore di Sottomarina, ha chiamato il Suem verso le 6. L’aggressione sarebbe maturata nell’ora precedente. A muovere l’uomo sarebbe stata l’ossessione di un presunto tradimento, una gelosia diventata violenza. È stato un raptus che si è innestato in un contesto di tensione di coppia. Maila non aveva mai denunciato il marito per maltrattamenti, anche se a Cavarzere si racconta che la parrucchiera si vedesse di frequente in giro con gli ematomi sul viso. E questo nonostante l’immagine di coppia serena che Maila e Natalino facevano trasparire.

Boscolo l’ha ammazzata con le sue mani e con una violenza inaudita. Le ha dato così tante botte da renderla irriconoscibile. Dentro casa e in giardino. Forse per infierire ha usato anche una sedia di plastica rimasta vicino alla porta d’ingresso sporca di sangue. Macchie rosse sul muro esterno, sul pavimento, dentro la casa. Un mattatoio. —