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Rapinato e aggredito in casa. Anziano muore sei mesi dopo

Angelo Puppin, 86 anni, aveva subito delle fratture e non si era più ripreso. La rabbia di un nipote: «Dopo una vita di lavoro non è giusto finire così» 



TORRE DI MOSTO. Muore sei mesi dopo essere stato vittima di una rapina in casa. Una brutale aggressione dai cui postumi non si era più ripreso, complice l’età avanzata. Ha destato profondo cordoglio la scomparsa, a 86 anni, di Angelo Puppin. La notizia ha colpito tutta la comunità torresana, in particolare la frazione di Staffolo, dove l’uomo risiedeva.



Angelo Puppin, componente di una storica e conosciuta famiglia ag ...

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TORRE DI MOSTO. Muore sei mesi dopo essere stato vittima di una rapina in casa. Una brutale aggressione dai cui postumi non si era più ripreso, complice l’età avanzata. Ha destato profondo cordoglio la scomparsa, a 86 anni, di Angelo Puppin. La notizia ha colpito tutta la comunità torresana, in particolare la frazione di Staffolo, dove l’uomo risiedeva.



Angelo Puppin, componente di una storica e conosciuta famiglia agricola della località, era stato vittima di una rapina in casa a fine gennaio. Era un sabato sera e l’uomo stava guardando la televisione, quand’è suonato il campanello. Dall’altra parte della porta, secondo quanto riferito allora dall’uomo, vi erano due persone che, con uno stratagemma, sono riuscite a farsi aprire. Secondo la ricostruzione dei fatti, appena aperto l’uscio, l’anziano è stato spintonato con violenza, tanto da cadere a terra.

I due malviventi hanno approfittato del trambusto per arraffare il portafoglio dell’anziano, con all’interno una piccola somma in contanti, poi si sono dileguati. In seguito a quella brutale aggressione a scopo di rapina, Angelo Puppin è finito in ospedale, avendo riportato nella caduta anche delle fratture. Per l’86enne, sempre assistito dagli amati nipoti, è iniziato un lungo calvario, fatto di svariati giorni di ricovero in ospedale, interventi e una lunga convalescenza a casa, costretto a rimanere a letto oppure in carrozzina.

Una situazione da cui Angelo Puppin non è riuscito più a riprendersi, venendone minato anche nello stato psicofisico. Prima di quel brutto episodio, infatti, nonostante la sua età, era un uomo ancora molto attivo. Guidava e tutti i giorni prendeva la macchina per andare in centro a Torre a bere il caffè e parlare della Juve, di cui era tifoso.

«Da quel brutto giorno il quadro clinico è sempre peggiorato, non si è più ripreso. Dopo una vita di lavoro, non è giusto finire in questo modo, a causa di delinquenti», commenta Roberto Puppin, uno dei nipoti. Poche parole, prima di chiudersi, come giusto, nel riserbo e nel cordoglio.

Angelo Puppin era il più giovane di sette tra fratelli e sorelle, ormai tutti deceduti. Non si era mai sposato e aveva vissuto nella grande casa di Staffolo con dei familiari. Per tutta la vita, fino alla meritata pensione, ha lavorato nel settore dell’edilizia. Nel fine settimana e nel tempo libero aiutava i familiari nell’attività nei campi.

Negli ultimi anni, nonostante l’avanzare dell’età, aveva continuato a vivere da solo, sempre assistito però dagli amati nipoti, che gli sono rimasti vicini fino all’ultimo. Oltre a Roberto, lascia Arnaldo, Silvano e tanti altri nipoti. I funerali di Angelo Puppin si svolgeranno oggi, alle 10, nella chiesa parrocchiale di Torre di Mosto, dove ieri sera è stato recitato il Rosario.