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Controllate in un anno 5 tonnellate di funghi «Attenti, non si scherza»

IL FENOMENOI funghi: tanto buoni quanto pericolosi, divertenti da cercare tra boschi e prati, ma che una volta finita a tavola possono anche celare insidie alla salute fino a provocare la morte. In...

IL FENOMENO

I funghi: tanto buoni quanto pericolosi, divertenti da cercare tra boschi e prati, ma che una volta finita a tavola possono anche celare insidie alla salute fino a provocare la morte. In tanti dicono di conoscerli ma poi il dubbio, sotto un albero e vicino al muschio di una roccia alla fine, per chi non è micologo, può sempre insorgere. Ed è bene ricordare che ci sono sul territorio associazioni specializzate che promuovono corsi e uscite collettive, ma soprattutto un dipartimento ...

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IL FENOMENO

I funghi: tanto buoni quanto pericolosi, divertenti da cercare tra boschi e prati, ma che una volta finita a tavola possono anche celare insidie alla salute fino a provocare la morte. In tanti dicono di conoscerli ma poi il dubbio, sotto un albero e vicino al muschio di una roccia alla fine, per chi non è micologo, può sempre insorgere. Ed è bene ricordare che ci sono sul territorio associazioni specializzate che promuovono corsi e uscite collettive, ma soprattutto un dipartimento Prevenzione dell’Usl 3 particolarmente attivo su questo fronte, con un servizio dedicato in grado di dare valide spiegazioni e allontanare qualsiasi rischio. Non bastasse questo, solo lo scorso anno il personale sanitario ha controllato oltre cinque tonnellate di funghi al Mercato ortofrutticolo di Marghera, con oltre 60 ispezioni su quelli raccolti dai privati.

«Perché con i funghi non si scherza», assicura il decano del settore, Claudio Artusi, «e guai a improvvisarsi esperti, se non si hanno le competenze certificate. Al Mercato ortofrutticolo tutte le cassette che vengono messe in commercio devono essere verificate ed etichettate. Sono ormai rari i fruttivendoli che vendono sui loro banchi anche i funghi che magari avevano raccolto personalmente. E chi lo fa, ora, dev’essere in possesso di un regolare tesserino, ottenuto con la frequentazione di un corso di micologia, deve aver superato l’esame alla Camera di Commercio e dev’essere stato autorizzato infine dal Comune».

L’Usl 3 offre da tempo un servizio specifico a Mestre e a Dolo, e specie in questi mesi. I tipi di funghi sono quasi 4 mila, e prima di consumarli è assolutamente necessario farli valutare da un occhio esperto. Ci sono infatti specie che sono commestibili crude e non cotte o viceversa, e funghi che possono anche essere molto belli al vedersi ma che poi, finiti nel piatto, si rivelano tossici o perfino letali. «Molte persone non sono consapevoli che anche le specie commestibili possono essere tossiche se consumate crude, se mal conservate, se cucinate senza le opportune precauzioni e le giuste modalità», aggiunge Artusi. «Anche queste sono informazioni fondamentali che i micologi del nostro Ispettorato sono lieti di fornire ai cittadini raccoglitori».

In questi giorni c’è chi si lancia alla caccia di funghi nei boschi prealpini e dolomitici, chi sul Montello o nei parchi. Ma pure nei giardini delle case. Logico che il classico porcino può risultare introvabile nelle pinete lagunari, ma tante specie di funghi crescono anche a livello del mare, buoni o tossici che siano. Occhio poi alle credenze popolari: c’è chi pensa che siano buoni tutti i funghi che crescono sui tronchi degli alberi; chi afferma che i funghi dei nostri prati si possono mangiare comunque, perché non sono mai velenosi. E c’è un’altra diceria assurda: che siano comunque buoni i funghi che sono invasi da larve e insetti.

«L’anno scorso una famiglia di Mestre è rimasta intossicata gravemente da funghi raccolti nel giardino di casa», sottolinea l’esperto dell’Usl 3. «Il fungo pericoloso può stare anche in cortile, in città, e quella famiglia ha compiuto la stessa leggerezza dei coniugi di Cona che, sempre lo scorso anno, sono morti per un’erba raccolta per fare un risotto, la pericolosissima colchicina scambiata per il comune zafferano». —

Simone Bianchi

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