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Netflix alla Mostra del Cinema con il dramma di Stefano Cucchi

Cinque film e un documentario originali tra cui l'ultimo Orson Welles, trent'anni dopo. La storia del terrore norvegese del 2011

LIDO DI VENEZIA. Netflix protagonista alla 75esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (29 agosto - 8 settembre) con cinque film e un documentario originali.

Tre pellicole, due delle quali attesissime, saranno in competizione nel concorso principale. A partire da Roma, il più importante progetto ad oggi del regista e sceneggiatore premio Oscar Alfonso Cuaròn (’Gravity’, ’I figli degli uominì, ’Y Tu Mama Tambien’).

Il film, ambientato negli anni ’70 a Città del Messico, racc ...

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LIDO DI VENEZIA. Netflix protagonista alla 75esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (29 agosto - 8 settembre) con cinque film e un documentario originali.

Tre pellicole, due delle quali attesissime, saranno in competizione nel concorso principale. A partire da Roma, il più importante progetto ad oggi del regista e sceneggiatore premio Oscar Alfonso Cuaròn (’Gravity’, ’I figli degli uominì, ’Y Tu Mama Tambien’).

Il film, ambientato negli anni ’70 a Città del Messico, racconta un anno turbolento della vita di una famiglia borghese. Cuaròn, ispirato dalle figure femminili della sua infanzia, tesse un’ode al matriarcato che ha caratterizzato la sua esistenza.

Un vivo ritratto del conflitto domestico e della gerarchia sociale in un momento di disordini politici, raccontato attraverso le vicende della domestica Cleo (Yalitza Aparicio) e della sua collaboratrice Adela (Nancy Garcìa Garcìa), entrambi di discendenza mixteca, che lavorano per una piccola famiglia borghese nel quartiere Roma a Città del Messico. Sofia (Marina de Tavira), madre di quattro figli, deve fare i conti con l’assenza del marito, mentre Cleo affronta una notizia devastante che rischia di distrarla dal prendersi cura dei bambini di Sofia, che lei ama come se fossero i propri.

Girato in un moderno bianco e nero, Roma è un ritratto di vita vera, intimo e toccante, raccontato attraverso le vicende di una famiglia che cerca di preservare il proprio equilibrio in un momento di lotta personale, sociale e politica.

Altra pellicola molto attesa è The Ballad of Buster Scruggs, un film antologico western che racconta sei storie distinte ambientate sulla frontiera americana e narrate attraverso la voce unica dei fratelli Joel e Ethan Coen.

«Abbiamo sempre amato i film a episodi - spiegano i geniali registi americani - in particolare i film Italiani degli anni Sessanta in cui diversi registi lavoravano su un tema comune. Avendo scritto un’antologia di storie western, abbiamo cercato di fare lo stesso, sperando di riuscire a coinvolgere i migliori registi di oggi. È stata una grande fortuna che alcuni di loro abbiano accettato di partecipare».

Terzo film targato Netflix nel concorso principale è 22 July del regista nominato agli Oscar Paul Greengrass (’Captain Phillips - Attacco in mare apertò, ’United 93’) che racconta la vera storia delle conseguenze causate dall’atroce attacco terroristico che colpì la Norvegia.

Il 22 luglio 2011, 77 persone sono morte a causa di un duplice attentato per mano di un estremista di destra: l’esplosione di un’autobomba nel centro di Oslo e una sparatoria in un campus giovanile organizzato dal Partito Laburista Norvegese.  

Il film, attraverso gli occhi e le emozioni di uno dei superstiti, racconta il superamento del trauma e la normalizzazione del paese dopo l’attentato.

In gara nella sezione Orizzonti, poi, in apertura, sarà proiettato Sulla Mia Pelle di Alessio Cremonini con Alessandro Borghi, Max Tortora, Milvia Marigliano e con Jasmine Trinca. Film destinato a suscitare inevitabilmente polemiche, racconta l’ultima settimana di vita di Stefano Cucchi in cui è cambiata per sempre la vita della sua famiglia. Il film è una produzione Cinemaundici e Lucky Red dal 12 settembre su Netflix e nei migliori cinema.

Fuori concorso sarà poi presentato The Other Side of the Wind, un film che è molto atteso dagli appassionati di cinema. Nel 1970, il leggendario regista Orson Welles (’Citizen Kanè) iniziò a girare la sua ultima opera con un celebre cast che include John Huston, Peter Bogdanovich, Susan Strasberg e Oja Kodar, compagna del regista nell’ultima parte della sua vita.

Bloccata da problemi finanziari, la produzione, mai conclusa, si protrasse fino al 1976 e iniziò ad essere mal vista dall’industria cinematografica. Oltre mille bobine del film sono rimaste nascoste in un caveau di Parigi fino a marzo 2017, quando i produttori Frank Marshall (che aveva lavorato come direttore di produzione dello stesso film fin dalle riprese iniziali) e Filip Jan Rymsza hanno lavorato con dedizione per dar vita all’opera di Welles 30 anni dopo la sua morte.

Con la colonna sonora del compositore premio Oscar Michel Legrand (’Les Parapluies de Cherbourg’), e montato da una troupe che include il premio Oscar Bob Murawski (’The Hurt Locker’), ’The Other Side of the Wind’ racconta la storia del celebre regista J.J. ’Jakè Hannaford (Huston), che ritorna a Hollywood dopo anni di esilio volontario in Europa con l’obiettivo di completare il film del suo grande ritorno. Il film postumo di Welles è un affascinante spaccato dell’era cinematografica di quei tempi, ma allo stesso tempo l’ultima attesissima opera dello straordinario maestro del cinema.

Collegato a ’The Other Side of the Wind’, il quinto film targato Netflix di Venezia: fuori concorso sarà presentato il documentario They’ll Love Me When Ìm Dead del premio Oscar Morgan Neville (’20 Feet from Stardom’) che racconta la provocatoria storia del leggendario regista nei suoi ultimi 15 anni di vita.

Nel 1970 Welles non era più il ragazzo prodigio di ’Citizen Kanè, ma un artista in esilio che aspirava a tornare ad Hollywood con un nuovo progetto: ’The Other Side of the Wind’. Per anni, Orson Welles ha lavorato ad un film dedicato alla storia di un regista che, durante la vecchiaia, cercava di finire il suo ultimo grande film.