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«Pesce fresco? Non lo vogliono» e lo storico negoziante chiude

Alberto Pavan, 49 anni, ha abbassato le serrande: «I clienti comprano soltanto prodotti confezionati e preferiscono i centri commerciali, il caro affitti fa il resto» 



MARTELLAGO. «I giovani neppure sanno cosa sia una bottega sotto casa: vanno diritti al centro commerciale, trovano tutto pronto, prendono e portano a casa. Dal tuo negoziante trovi un servizio diverso, c’è più cortesia, ti segue meglio ma la società di adesso è questa. Anche le aperture domenicali incidono». Parola di Alberto Pavan, 49enne di Campagna Lupia, gli ultimi sette trascorsi in via Papa Giovanni a Olmo di Martellago dove ha gestito una pescheria. Poi è arrivato un momento, pochi gi ...

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MARTELLAGO. «I giovani neppure sanno cosa sia una bottega sotto casa: vanno diritti al centro commerciale, trovano tutto pronto, prendono e portano a casa. Dal tuo negoziante trovi un servizio diverso, c’è più cortesia, ti segue meglio ma la società di adesso è questa. Anche le aperture domenicali incidono». Parola di Alberto Pavan, 49enne di Campagna Lupia, gli ultimi sette trascorsi in via Papa Giovanni a Olmo di Martellago dove ha gestito una pescheria. Poi è arrivato un momento, pochi giorni fa, dove ha detto basta e ha abbassato le serrande una volta per tutte. E ci ha messo un cartello: “Chiuso per cessata attività”. Fin qui ci può stare di questi tempi non facili per il commercio locale. Ma sotto c’è una frase significativa, che non lascia tanto spazio alle interpretazioni: «Ringrazio calorosamente tutti gli affezionati clienti per la fiducia accreditatami, sperando di essere stato anche un amico. Un ringraziamento particolare va a tutti coloro che aiutano a tenere vive le piccole e vere realtà commerciali».

Quel foglio all’ingresso parla da solo, in poche righe si condensa un malessere covato per chissà quanto. «Chi è proprietario dei muri», spiega, «riesce ancora a farcela, gli altri faticano. Mi alzavo ogni mattina presto, andavo al mercato del Tronchetto a Venezia, sceglievo la merce e andavo in negozio. Poi le spese sono divenute sempre più alte. La mia salvezza, e di tanti altri come me, si chiamava anziano, o pensionato». L’uomo racconta la sua scelta, che fa rima con le migliaia di ogni giorno: «Non ce la facevo più», rivela il commerciante, «tasse, affitto sempre caro e la concorrenza dei centri commerciali m’impedivano di andare avanti. Mi spiace molto, perché lavoro nel settore ittico da quasi trent’anni ma ormai conta solo il dio denaro. Per fortuna sono riuscito a trovare un impiego, in uno stabilimento che tratta il pesce, ma avere un’attività propria è molto dura di questi tempi».

Pavan ha una compagna e un bambino di 11 anni: «Siamo in due a lavorare, ma è indubbio che quando hai troppe spese non riesci a fare ciò che vorresti». —