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In coma dopo un pugno al viso «A che punto è l’inchiesta?»

Un anno fa Daniele Bariletti, 24 anni di Pianiga, fu aggredito al Vanilla Club La madre Lucia: «Dal punto di vista giudiziario non abbiamo saputo più nulla»

JESOLO

«Da un anno non abbiamo più notizie di come si sta muovendo la giustizia nel caso della gravissima aggressione subìta da mio figlio Daniele lo scorso anno al Vanilla Club a Jesolo. Mio figlio dovrà subire una seconda operazione alla testa il prossimo settembre. Sono contenta delle innovative misure di sicurezza che dopo l’episodio capitato a mio figlio il locale ha attivato». A parlare sono Lucia Pannunzio e Maurizio Bariletti, la mamma e il papà di Daniele Bariletti, il giovane di P ...

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JESOLO

«Da un anno non abbiamo più notizie di come si sta muovendo la giustizia nel caso della gravissima aggressione subìta da mio figlio Daniele lo scorso anno al Vanilla Club a Jesolo. Mio figlio dovrà subire una seconda operazione alla testa il prossimo settembre. Sono contenta delle innovative misure di sicurezza che dopo l’episodio capitato a mio figlio il locale ha attivato». A parlare sono Lucia Pannunzio e Maurizio Bariletti, la mamma e il papà di Daniele Bariletti, il giovane di Pianiga che la scorsa estate, ad agosto, finì in coma dopo un’aggressione subìta al Vanilla Club.

Poco dopo Ferragosto il 24enne era finito in coma dopo che un 35enne di Cavallino lo aveva colpito al volto con un pugno violentissimo per futili motivi.

Le indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Venezia dal pm Antonia Sartori si sono concluse da tempo. Il ragazzo ha subìto un intervento di riduzione dell’ematoma. Se non fossero intervenuti prontamente i medici le speranze di cavarsela sarebbero state pari a zero. Bariletti ha avuto un’operazione di ricostruzione maxillo-facciale del volto. Il pugno del 35enne di Cavallino gli aveva letteralmente staccato il naso dalla base di tre centimetri.

«In questo anno», spiega la mamma Lucia, «mio figlio ha ripreso il lavoro ma non con lo stesso rendimento di prima. Ha frequenti e intensi mal di testa, problemi di concentrazione. Ora ha bisogno di fermarsi di più. Spesso deve prendersi delle pause di riposo per esami e controlli. Dall’aggressione la sua vita è cambiata. A settembre dovrà subire un’altra operazione per poter ridurre in modo definitivo i danni patiti, come ad esempio la corretta respirazione».

I genitori con l’avvocato Giuseppe Cherubino si chiedono come mai della vicenda dal punto di vista giudiziario non si sappia più nulla, è tutto fermo. «Ho l’impressione che esistano», dice mamma Lucia, «diverse velocità di azione della magistratura. Ad esempio nel caso del figlio di Bettarini e della Ventura e nel caso del giornalista colpito d un esponente del clan Spada ho riscontrato una velocità di azione ben superiore al nostro caso nei confronti dei responsabili. Senza nulla togliere ovviamente al legittimo lavoro dei magistrati, vorrei capire le motivazioni di queste diverse velocità». I genitori ringraziano la polizia che ha permesso in poco tempo l’identificazione dell’aggressore.

Sulle nuove misure messe a punto dal Vanilla Club, che fu chiuso dal questore per due settimane proprio in seguito all’aggressione a Bariletti: «Siamo contenti che il locale si sia dotato di sistemi di controllo all’avanguardia. Speriamo che questi sistemi evitino ad altri ragazzi quello che è capitato a nostro figlio». Il Vanilla si è dotato di un sistema di riconoscimento facciale per un’immediata identificazione di soggetti che potrebbero in qualche modo disturbare il normale svolgimento delle serate. —