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Da una sala slot all’altra, la fuga in bici durata un giorno del rapinatore con il piede ingessato

Rapina la sala giochi non curante che lo conoscono come cliente e che il gesso lo rende riconoscibile anche da lontano e la sera dopo...

MESTRE. Rapina la sala slot non curante che lo conoscono in quanto cliente e che il gesso al piede sinistro lo rende riconoscibile a un chilometro di distanza. Il fatto è che la sera dopo la rapina va a giocarsi il bottino in un’altra sala slot, dove era cliente abituale pure lì e dove la polizia lo aveva identificato in altre circostanze.

Quindi la sua “latitanza” da rapinatore è durata poche ore. In manette un tunisino incastrato dalla febbre del gioco. È durata poche ore la caccia al rapin ...

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MESTRE. Rapina la sala slot non curante che lo conoscono in quanto cliente e che il gesso al piede sinistro lo rende riconoscibile a un chilometro di distanza. Il fatto è che la sera dopo la rapina va a giocarsi il bottino in un’altra sala slot, dove era cliente abituale pure lì e dove la polizia lo aveva identificato in altre circostanze.

Quindi la sua “latitanza” da rapinatore è durata poche ore. In manette un tunisino incastrato dalla febbre del gioco. È durata poche ore la caccia al rapinatore solitario che giovedì scorso aveva colpito nella sala slot di via Piave 4, minacciando con una forbice una dipendente e facendosi consegnare dalla donna il cellulare, circa 6000 euro in contanti e di una mazzetta di “Gratta e vinci”.

Prima di andarsene aveva chiuso a chiave la vittima nell’ufficio della direzione della stessa sala. L’uomo, assiduo frequentatore della sala, aveva portato a termine il colpo incurante del fatto che fosse cliente conosciuto in quanto abituale frequentatore della sala slot e del fatto che avesse un piede ingessato, infortunio che però non gli aveva impedito di scappare di gran carriera inforcando la bicicletta con la quale era arrivato sul posto.

Quando arrivano gli agenti delle volanti sul posto, di lui nessuna traccia. A quel punto, a seguire le indagini è la Squadra mobile. Alle stesse collaborano pure gli agenti delle volanti. Non tanto perché l’indagine si presenti difficile, ma per recupera il bottino. Una volta identificato sono iniziate le ricerche.

Evidentemente la passione per il gioco era più forte dell’esigenza di evitare di essere trovato. Quindi i poliziotti iniziano a battere le sale gioco che il tunisino 23enne frequentava abitualmente. E infatti la stessa sera di giovedì eccolo finire nella rete della polizia. Viene rintracciato in una sala giochi di Marghera, intento a dilapidare il bottino della rapina.

Probabilmente si era riservato di controllare i “Gratta e Vinci” in un secondo momento ma non ne ha avuto la possibilità, visto che sono stati sequestrati dalla polizia che ha anche recuperato il cellulare della dipendente rapinata.

Il rapinatore identificato per il tunisino Omar Hagedi, 23 anni, con numerosi alias, di fatto senza fissa dimora, irregolare sul territorio nazionale e con parecchi precedenti per reati contro il patrimonio, è stato quindi posto in stato di fermo per rapina aggravata e lesioni, questo perché nel corso della rapina con la forbice aveva procuratore delle leggere ferite al fianco della donna. Portato in carcere a Santa Maria Maggiore dopo aver avvisato il pm di turno Lucia D’Alessandro, ieri mattina è andato davanti al giudice Marta Paccagnella che lo ha mandato in carcere. —