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San Benedetto, accordo fatto sospeso lo sciopero di lunedì

L’intesa sull’integrativo aziendale per il quadriennio fino al 2021, i turni e il salario Maratona con i sindacati fino a mezzanotte, ora la ratifica dei 1.100 dipendenti

SCORZÈ

Niente sciopero lunedì alla San Benedetto di Scorzè. Nella tarda ora di giovedì, azienda e rappresentanti dei lavoratori hanno trovato un’ipotesi di rinnovo del contratto integrativo aziendale per il quadriennio 2018-2021 e i sindacati Fai Cisl e Flai Cgil hanno deciso di sospendere l’agitazione nelle fabbriche di Scorzè e Paese (Treviso) indetta la scorsa settimana. Dopodomani ci saranno, invece, tre assemblee: dalle 9.30 alle 10.30 per il turno dalle 6 alle 14 e i giornalieri, dal ...

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SCORZÈ

Niente sciopero lunedì alla San Benedetto di Scorzè. Nella tarda ora di giovedì, azienda e rappresentanti dei lavoratori hanno trovato un’ipotesi di rinnovo del contratto integrativo aziendale per il quadriennio 2018-2021 e i sindacati Fai Cisl e Flai Cgil hanno deciso di sospendere l’agitazione nelle fabbriche di Scorzè e Paese (Treviso) indetta la scorsa settimana. Dopodomani ci saranno, invece, tre assemblee: dalle 9.30 alle 10.30 per il turno dalle 6 alle 14 e i giornalieri, dalle 14 alle 15 per chi lavora dalle 14 alle 22 e, ancora, i giornalieri, e dalle 22 alle 23 per chi è impiegato di notte. In quest’ultimo caso, la riunione riguarderà solo gli operai di Scorzè. I dipendenti dovranno stabilire se l’intesa raggiunta possa essere ratificata o meno ma c’è molta fiducia perché già la prossima settimana il contratto possa essere chiuso. Le sigle sentiranno i pareri dalle con i sindacati e poi il documento sarà messo al voto.

Alla piattaforma sono interessate oltre 1.100 persone, visto che a Scorzè ce ne sono 960, nella Marca si tocca quota 170. La lunga trattativa, proseguita per l’intera giornata e chiusasi quando mancavano pochi minuti a mezzanotte, ha portato a una svolta, dopo giorni di polemiche, botta e risposta tra San Benedetto e sindacati, che avevano indetto uno stato di agitazione con il blocco dello straordinario e della disponibilità. Come capita in ogni trattativa, non tutto si può ottenere e qualcosa bisogna mollare da una parte e dall’altra; si è discusso di trasferte, della cessione solidale, del salario variabile per obiettivi, delle gratifiche, della reperibilità.

Uno dei punti di maggiore distanza era l’organizzazione dei turni e la richiesta di Cgil e Cisl di rivederli; sulla questione delle 36 ore medie settimanali di lavoro, con dipendenti che si erano trovati con meno ferie a disposizione, il provvedimento varrà per sei mesi e tra riduzione dell’orario di lavoro (Rol) e festività nessuno ci dovrebbe rimettere. Ad esempio, se qualcuno dovesse essere in fabbrica il 2 giugno, considerato festivo, sarebbe recuperato in un altro periodo. Per il congedo di paternità si avrà un giorno in più, mentre la gratifica, dopo 25 anni di lavoro, passerà da 1.300 euro a 1.500. Un miglioramento va anche sul salario variabile per obiettivi (Svo), con un aumento della cifra: in busta paga, in un quadriennio, si passerà dagli attuali 8.500 euro a 11 mila. Insomma, tante voci, come dimostra la maratona per arrivare a una stretta di mano. Adesso la parola passa ai dipendenti per arrivare all’accordo definitivo su quanto prodotto dai loro rappresentanti e i vertici della fabbrica dell’acqua minerale. Una volta votato, Fai Cisl e Flai Cgil torneranno al tavolo aziendale per mettere nero su bianco e definire il contratto integrativo sino a fine 2021. —