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«Accogliere migranti? Noi lo abbiamo fatto» Oggi i racconti alla Vida

VENEZIA Vanno controcorrente rispetto al dibattito sui migranti, ma loro sostengono di essere al passo con i tempi della globalizzazione che significa soprattutto possibilità di muoversi. Sono le...

VENEZIA

Vanno controcorrente rispetto al dibattito sui migranti, ma loro sostengono di essere al passo con i tempi della globalizzazione che significa soprattutto possibilità di muoversi.

Sono le famiglie che hanno deciso di ospitare nella propria casa un rifugiato neomaggiorenne grazie al progetto Welcome Refugees, attivo in Veneto da qualche mese e pronto a decollare nel veneziano. Oggi alle 19, nello spazio de La Vida in Campo San Giacomo, l’associazione presenterà alla cittadinanza il ...

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VENEZIA

Vanno controcorrente rispetto al dibattito sui migranti, ma loro sostengono di essere al passo con i tempi della globalizzazione che significa soprattutto possibilità di muoversi.

Sono le famiglie che hanno deciso di ospitare nella propria casa un rifugiato neomaggiorenne grazie al progetto Welcome Refugees, attivo in Veneto da qualche mese e pronto a decollare nel veneziano. Oggi alle 19, nello spazio de La Vida in Campo San Giacomo, l’associazione presenterà alla cittadinanza il progetto e come partecipare. Seguirà una cena e musica con Diouf Duo Afro Mix.

Da poco Welcome Refugees ha infatti vinto un bando nazionale che permette di dare alle famiglie ospitanti un contributo di 300 euro per i primi sei mesi. «Il progetto dura al massimo un anno ed è rivolto a chi è arrivato qui da minore e ha ricevuto lo status di rifugiato, ma che poi compiuti i 18 anni si trova subito in strada» spiega il referente regionale Loris Ramazzina «Questi ragazzi hanno bisogno di essere in un luogo sicuro il tempo necessario a trovare un lavoro e diventare autonomi». Per adesso sono cinque le famiglie che hanno aderito. Nel veneziano una a Mestre, una a Mirano e una in partenza a luglio a Noventa di Piave.

«Sono insegnante e vedo ogni giorno ragazzi e ragazze che si spostano per studiare, perché noi possiamo godere dei benefici dello spostamento e loro no?» spiegano la docente Marialetizia Angelini e il marito, l’educatore Maurizio Gobbin che vivono da qualche mese con Bala, gambiano, che sta svolgendo un tirocinio in un albergo al Lido «Qui a casa nostra ci stupiamo che l’Italia voglia bloccare la mobilità di interi Paesi, quando noi andiamo ovunque e anche per lavoro». I coniugi di Mirano fanno il parallelo di «quando emigravamo noi» per esempio in America. «Bala è arrivato dal Gambia» raccontano «Quando lo abbiamo ospitato era come se non ci fosse, non parlava mai. Ci siamo resi conto che il viaggio che molto spesso fanno questi ragazzi li porta a costruire una barriera per difendersi dal mondo e restare invisibili.

Piano piano è come se, con il calore umano, tornassero visibili e ricominciassero a sentire. Consigliamo a tutti questa esperienza e testimoniamo in prima persona la serietà dell’associazione». Pagina FB veneta Refugees Welcome Veneto e venezia@refugees-welcome.it. —