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Il cassiere svizzero di Vazzoler vuota il sacco dal giudice

JESOLO . Due ore d’interrogatorio davanti al pm Roberto D’Angelo e al tenente colonnello Vittorio Palmese del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Padova. Anche Albert Damiano,...

JESOLO . Due ore d’interrogatorio davanti al pm Roberto D’Angelo e al tenente colonnello Vittorio Palmese del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Padova. Anche Albert Damiano, 57enne cittadino svizzero, ha vuotato il sacco ieri nel carcere di Venezia, confermando tutte le contestazioni formulate nell’ordinanza che lo aveva spedito in carcere il 25 maggio insieme al dentista-finanziere Alberto Vazzoler, originario di Musile di Piave con superattico a Jesolo e falsa reside ...

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JESOLO . Due ore d’interrogatorio davanti al pm Roberto D’Angelo e al tenente colonnello Vittorio Palmese del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Padova. Anche Albert Damiano, 57enne cittadino svizzero, ha vuotato il sacco ieri nel carcere di Venezia, confermando tutte le contestazioni formulate nell’ordinanza che lo aveva spedito in carcere il 25 maggio insieme al dentista-finanziere Alberto Vazzoler, originario di Musile di Piave con superattico a Jesolo e falsa residenza a Montecarlo, anche lui rinchiuso nello stesso penitenziario.

Damiano ha ammesso: era lui a gestire i rapporti con la clientela. E ancora: era lui a restituire il danaro riciclato grazie all’operato dei soci in affari (Vazzoler con la fidanzata trevigiana Silvia Moro e la padovana, operativa a Dubai, Elena Manganelli Di Rienzo, queste ultime agli arresti domiciliari). Il tutto previo saldo della provvigione, tra il 5 e il 10 per cento del danaro movimentato. Percentuale più bassa di quella richiesta dal fisco con la voluntary disclosure, lo strumento che permetteva a chi aveva soldi in Svizzera di non essere segnalato dopo l’accordo con gli elvetici del 20 maggio 2016.

Intanto la prossima settimana sarà interrogato ancora Alberto Vazzoler. Giovedì scorso ha confessato. Secondo gli investigatori, però, non ha ancora fornito una piena collaborazione: insomma avrebbe detto quanto già era a conoscenza della procura per quanto riguarda alcune imprese e coop nel Bergamasco. Si attendono da lui informazioni su meccanismi e complicità. E i clienti? Sarà più un problema della Gdf e dell’Agenzia delle entrate che della procura: per loro si profilano sanzioni amministrative. A breve sarà di nuovo sentita dalla Gdf pure la Manganelli.