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Tagliati a 22 Comuni del Veneto Orientale 31,5 milioni in 7 anni

L’accetta dello Stato ha penalizzato di più le località di mare La Fondazione Think Tank: «L’unica soluzione è la fusione» 

PORTOGRUARO . Negli ultimi sette anni, con il taglio dei trasferimenti statali, i Comuni del Veneto Orientale hanno perso nel complesso risorse per 31,5 milioni di euro.

E i più penalizzati sono i Comuni del litorale: San Michele al Tagliamento, Caorle e Jesolo. A rivelarlo è uno studio della Fondazione Think Tank Nord Est che ha calcolato, per i 22 Comuni del Portogruarese e del Sandonatese, il peso dei tagli che il Governo ha attuato, dal 2010 al 2017, per risanare i conti dello Stato. In q ...

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PORTOGRUARO . Negli ultimi sette anni, con il taglio dei trasferimenti statali, i Comuni del Veneto Orientale hanno perso nel complesso risorse per 31,5 milioni di euro.

E i più penalizzati sono i Comuni del litorale: San Michele al Tagliamento, Caorle e Jesolo. A rivelarlo è uno studio della Fondazione Think Tank Nord Est che ha calcolato, per i 22 Comuni del Portogruarese e del Sandonatese, il peso dei tagli che il Governo ha attuato, dal 2010 al 2017, per risanare i conti dello Stato. In questo arco di tempo la diminuzione delle risorse statali è stata continua fino ad arrivare a rappresentare un taglio del 69% rispetto ai contributi governativi erogati nel 2010.

A livello pro capite, vuol dire che, rispetto a quanto ricevevano sette anni fa, oggi i cittadini del Veneto Orientale hanno a testa, in media, 133 euro in meno di risorse per servizi e opere. Sul totale delle entrate correnti (la voce dei bilanci comunali che comprende gli introiti dai contributi, ma anche dalle tasse), i tagli ai trasferimenti statali hanno ridotto del 16% la disponibilità di risorse rispetto al 2010.

Lo studio della Fondazione Think Tank Nord Est rivela che i più penalizzati sono stati i Comuni del litorale. «A San Michele al Tagliamento e Caorle nel 2017 ci sono stati tagli rispetto a quanto incassato nel 2010 di oltre 3 milioni di euro, pari rispettivamente a 260 e 258 euro in meno a cittadino», spiegano dalla Fondazione, «a Jesolo spetta la più elevata riduzione in valore assoluto, con oltre 5 milioni di euro in meno tra il 2010 e il 2017 e un taglio pro capite di 191 euro. Pesante è stato anche il taglio delle risorse a disposizione per Cavallino-Treporti, con 2,2 milioni di euro in meno, ovvero 162 euro per cittadino». Numeri eloquenti che si ricollegano anche a un altro tema in discussione, quello dell’abolizione della tassa di soggiorno. Se quest’imposta dovesse essere eliminata, i bilanci dei Comuni balneari rischiano di andare ancora più in sofferenza. In ogni caso i tagli sono stati generalizzati e hanno riguardato anche l’entroterra.

Tagli pesanti, anche se meno drastici si sono avuti nelle due realtà principali del territorio, Portogruaro e San Donà. La città del Lemene ha perso trasferimenti per 3,3 milioni rispetto al 2010, San Donà ha avuto una flessione di 4,4 milioni di euro. «Tutti i Comuni sono stati fortemente penalizzati dal taglio crescente dei trasferimenti statali», conferma il presidente della Fondazione, Antonio Ferrarelli, «considerando la possibile eliminazione dell’imposta di soggiorno, l’effetto di questi tagli comporterà sicuramente un’ulteriore stretta ai servizi e una forte riduzione degli investimenti». Un rischio pesante, ma che per la Fondazione Think Tank può essere affrontato ragionando sugli strumenti a disposizione delle pubbliche amministrazioni.

«Su tutti quello delle fusioni tra Comuni», conclude Ferrarelli, «le fusioni potrebbero essere la risposta necessaria ai continui tagli. Ma si tratta di un tema delicato. Per questi motivi la Fondazione, che crede fermamente nello strumento delle fusioni anche come sistema di abbattimento e miglioramento della burocrazia, organizzerà a inizio ottobre a Portogruaro un incontro pubblico, durante il quale si affronterà il tema delle potenziali fusioni possibili sul nostro territorio».

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