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Ramadan, festa di chiusura sognando la nuova moschea

La comunità ha comprato un capannone in via Lazzarini e si prepara ai lavori «Abbiamo invitato il sindaco ma non è venuto, speriamo di incontrarlo presto»

«I soldi che donate e la carità che farete per la realizzazione della nuova moschea sono soldi depositati nella vostra banca di Allah, un giorno potrete raccontare con orgoglio ai vostri nipoti, che un mattone di quella costruzione è vostro». Migliaia di musulmani ieri mattina a partire dall’alba, hanno iniziato ad affollare il parco di San Giuliano per la Id Al Fitr, la “festa dell’interruzione” che cade il primo giorno del mese di Shawwal, terminato il digiuno di Ramadan, ossia il decimo d ...

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«I soldi che donate e la carità che farete per la realizzazione della nuova moschea sono soldi depositati nella vostra banca di Allah, un giorno potrete raccontare con orgoglio ai vostri nipoti, che un mattone di quella costruzione è vostro». Migliaia di musulmani ieri mattina a partire dall’alba, hanno iniziato ad affollare il parco di San Giuliano per la Id Al Fitr, la “festa dell’interruzione” che cade il primo giorno del mese di Shawwal, terminato il digiuno di Ramadan, ossia il decimo del calendario e rappresenta il più importante evento dell’anno religioso islamico.

Raccolta fondi. Un momento di gioia, di preghiera, ringraziamento e raccolta fondi comunitaria per l’allestimento, in questo caso, della nuovo capannone di proprietà acquistato dalla Comunità Islamica di Venezia e Provincia che verrà trasformato nella nuova moschea che andrà a sostituire l’attuale. A stretto giro partiranno i lavori con la speranza che presto il sito sia agibile. Per questo ieri è continuata la raccolta fondi, iniziata già l’anno passato, tra i presenti. E l’invito ai fedeli a donare con il cuore: «Con chi è generoso in vita, Allah sarà generoso nel giorno del giudizio». L’obiettivo è festeggiare il prossimo Ramadan, quello del 2019, nella nuova moschea. Inshallah, a Dio piacendo.

La festa. In migliaia, ieri mattina, hanno iniziato ad arrivare alla spicciolata al parco, colorando il polmone verde: le donne, i bambini e i fedeli nordafricani come i bengalesi, vestivano gli abiti sgargianti della festa. La preghiera quest’anno si è svolta nella zona della pista di pattinaggio, dove era stato allestito uno spazio in mezzo al verde. Gli uomini da una parte, i tappetini appoggiati nell’erba (un po’ alta per la verità), le donne dietro, assieme ai figli impazienti di fare colazione in compagnia. Qualche minuto dopo le sette e mezza è iniziato il ringraziamento e le “omelie” in diverse lingue. A condurre l’imam Hammad Al Mahamed, una celebrità nella comunità (a fine preghiera tutti volevano uno scatto con lui), il nuovo presidente, il macedone Sadmir Aliovski, il presidente emerito, Mohamed Amin Al Ahdab.

Il banchetto. Terminato il momento di ringraziamento, si sono sciolte le righe e i musulmani hanno fatto festa: ciascuno aveva portato qualche cosa, specialità provenienti un po’da tutti i Paesi, cucinati nella tradizione delle diverse nazionalità presenti.

Sindaco assente. Il presidente Sadmir Aliovski ha espresso, a nome della comunità il desiderio di incontrare il sindaco, Luigi Brugnaro: «Lo abbiamo invitato alla cena organizzata per i non musulmani», spiega, «ma non è venuto. Noi non perdiamo la speranza e siamo certi che primo o poi vorrà conoscerci e incontrarci».

Teatro Kolbe e Marghera. I bengalesi, comunità numerosissima, hanno pregato in via Mameli a Marghera, dove hanno utilizzato una grande palestra come oramai consuetudine grazie a Taher Khan, in via Paolucci, e in altre sedi più piccole. A Mestre si soni riuniti in Corso del Popolo e via Mestrina, mentre la comunità di via Fogazzaro che generalmente affitta il Palaplip e che attualmente è senza sede, ha chiesto e ottenuto di poter utilizzare il teatro Kolbe, dove i fedeli si sono turnati.

Quarto e Miranese. Grande festa a Quarto d’Altino, un altro centro che è riuscito, grazie alla comunità guidata da Mohamed Amrani, ad acquistare un edificio in zona commerciale, che oggi catalizza fedeli di Marcon, Casale sul Sile, Musestre (Roncade) e Mogliano. I musulmani del Miranese e della Riviera si sono riuniti nel parchetto di via Rossignago, vicino alla chiesa di Santa Maria Assunta, a Spinea. Diversi i luoghi di incontro anche tra San Donà e Jesolo, dove i bengalesi sono molti. In alcuni casi la festa proseguirà oggi.

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