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Una delle vittime di Gaiatto si indebita per pagare le tasse

PORTOGRUARO. Costretto a chieder un prestito in banca per pagare il 730, in quanto i 500mila euro investiti un anno fa alla Venice Forex si sono volatilizzati. È quanto ha raccontato un piccolo...

PORTOGRUARO. Costretto a chieder un prestito in banca per pagare il 730, in quanto i 500mila euro investiti un anno fa alla Venice Forex si sono volatilizzati. È quanto ha raccontato un piccolo imprenditore che fino a qualche tempo fa viveva a Santa Maria di Sala, e che ora risiede a Campagna Lupia.

Come lui, altri piccoli e grandi risparmiatori, devono ricorrere ai presti per onorare le scadenze fiscali dopo aver affidato i propri risparmi all’ex trader Fabio Gaiatto, ora inquisito per tru ...

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PORTOGRUARO. Costretto a chieder un prestito in banca per pagare il 730, in quanto i 500mila euro investiti un anno fa alla Venice Forex si sono volatilizzati. È quanto ha raccontato un piccolo imprenditore che fino a qualche tempo fa viveva a Santa Maria di Sala, e che ora risiede a Campagna Lupia.

Come lui, altri piccoli e grandi risparmiatori, devono ricorrere ai presti per onorare le scadenze fiscali dopo aver affidato i propri risparmi all’ex trader Fabio Gaiatto, ora inquisito per truffa dalla Procura di Pordenone.

La storia del piccolo imprenditore di Campagna Lupia ricorda da vicino quelle di altri risparmiatori che si sentono traditi da Fabio Gaiatto, dalla moglie Najima Romani e dai loro collaboratori.

Tra questi c'è un uomo di San Michele al Tagliamento. «È stato un collaboratore di Gaiatto a convincerci che gli affari andavano alla grande», ha riferito il risparmiatore di Campagna Lupia, «ho convinto anche mio figlio a investire. Per fortuna viviamo della mia pensione, ma per pagare le tasse mi sono dovuto affidare a un prestito bancario. Nemmeno io ho sporto denuncia».

La scorsa settimana alcuni piccoli risparmiatori si sono trovati al ristorante Alla Botte di Portogruaro con l'avvocato croato Milan Markiš. È stato lui a informare la platea di truffati che anche la magistratura della Croazia ha aperto un'inchiesta, su input degli inquirenti italiani, per chiarire il ruolo di Fabio Gaiatto nella vicenda dei soldi spariti, in tutto più di 50 milioni di euro. Gaiatto si è sempre professato innocente, e ha sempre riferito che la colpa degli ammanchi va ricercata nell'attività di due collaboratori infedeli. Sarà proprio così?

Rosario Padovano