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Portogruaro

Lite per gelosia, autista colpito da testata

L’aggredito è stato ferito da un collega dell’Atvo nell’autostazione di viale Venezia

PORTOGRUARO. Furiosa lite tra due dipendenti dell’Atvo al deposito delle corriere di viale Venezia ieri pomeriggio. A un certo punto uno dei contendenti è stato colpito in pieno volto da una potente testata ed è finito ricoverato in condizioni serie. Non rischia la vita. In ospedale è finito pure il collega, con ferite certamente più lievi. Il movente va ricercato nella gelosia.

Sull’episodio molto movimentato indagano i carabinieri ne di Portogruaro, intervenuti prima sul posto di lavoro dei due, e poi al Pronto soccorso. I militari dell’Arma sono in attesa dei referti medici per adottare eventuali provvedimenti. Colui che ha rimediato le ferite meno gravi rischia di essere denunciato d’ufficio per lesioni personale.

I due dipendenti hanno rispettivamente 44 e 37 anni. Abitano entrambi nel portogruarese e il loro comportamento, sul posto di lavoro, è sempre stato inappuntabile. Erano circa le 18 di ieri, quando i due autisti si sono affrontati a muso duro. Movente è la gelosia. Complice la giornata calda, gli animi si sono surriscaldati alla pronuncia del nome di una donna, la moglie di uno dei due. Si sono affrontati a male parole e infine sono passati dalle parole ai fatti, mettendosi le mani addosso.

A un certo punto il dipendente più giovane ha ricevuto una potente testata, rimediando una grave ferita. Alla scena hanno assistito alcune persone al momento presenti. I due rivali si sono ritrovati entrambi al Pronto soccorso, dove sono giunti poco prima delle 19. Il paziente più grave è stato sottoposto a una Tac, per accertare l’entità dei danni subiti.

Gli operatori sanitari hanno comunque accertato che, fortunatamente, non è in pericolo di vita. Il 37enne si è leggermente ripreso nel corso della serata, rimanendo in osservazione. Il 44enne, invece, ha atteso il proprio turno, e poi si è fatto visitare. Al deposito dell’Atvo ieri sera, comprensibilmente, c’era poca voglia di parlare.

Era presente nella sede di viale Venezia solo un collega di entrambi, ma non

ha voluto rilasciare dichiarazioni. Comprensibile l’imbarazzo. Sul suo volto tuttavia era disegnato lo sconcerto per l’accaduto. La stessa azienda potrebbe avviare un’indagine, sulla scorta delle testimonianze dei presenti.

 


 

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