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Brasiliana senza casa a San Donà

«Tutte le agenzie immobiliari mi negano un alloggio in affitto»

SAN DONÀ. «Tutte le agenzie immobiliari di Musile, Noventa e San Donà mi negano una casa in affitto per le mie origini brasiliane nonostante sia residente in Veneto da 16 anni e cittadina italiana da 9 anni, con lavoro regolare e abbia a carico una figlia di 20 anni disabile al 100%».

È la particolare richiesta di aiuto della cittadina italo-brasiliana residente a San Donà, Nilza Wenceslau, 51 anni di energia e una vita di sacrifici da quando nel 2002 arrivò nel Veneto, cimentandosi in molti ...

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SAN DONÀ. «Tutte le agenzie immobiliari di Musile, Noventa e San Donà mi negano una casa in affitto per le mie origini brasiliane nonostante sia residente in Veneto da 16 anni e cittadina italiana da 9 anni, con lavoro regolare e abbia a carico una figlia di 20 anni disabile al 100%».

È la particolare richiesta di aiuto della cittadina italo-brasiliana residente a San Donà, Nilza Wenceslau, 51 anni di energia e una vita di sacrifici da quando nel 2002 arrivò nel Veneto, cimentandosi in molti lavori: dall’insegnante di portoghese, all’operaia in fabbrica, fino all’impiego part time come donna delle pulizie in diversi istituti bancari. La storia di una mamma d’acciaio in un paese straniero che, crescendo cinque figli e facendo sacrifici lavorativi, ha trovato anche le energie per diplomarsi in ragioneria alle serali di Oderzo ed iscriversi alla facoltà di lingue all’università. Impegno instancabile ed attitudini personali che l’hanno ripagata ora che due figlie di 33 e 34 anni sono diventate autonome economicamente formandosi una famiglia, un figlio di 25 anni si mantiene agli studi puntando alla laurea in commercio internazionale all’università di Barcellona e un altro di 15 anni frequenta a pieni voti il liceo scientifico Galileo Galilei di San Donà».

«Oggi», continua Nilza, «ho appuntamento con il sindaco Andrea Cereser dopo che già avevo interpellato i servizi sociali nei giorni scorsi ribadendo che mi basterebbe poter pagare un affitto regolare».

«Avevo il permesso di soggiorno a tempo indeterminato prima del matrimonio», racconta con fierezza, «che mi fece acquistare la doppia cittadinanza, brasiliana e italiana, ma il problema della casa è sorto con la recente separazione dal consorte quando, un mese fa, sono stata costretta a iniziare a cercare una casa con le caratteristiche adatte alla gravissima disabilità degenerativa di mia figlia paraplegica: quindi almeno tre camere e due bagni, possibilmente al piano terra o con ascensore. Delle oltre venti agenzie interpellate, fra Musile, Noventa di Piave e San Donà, solo una ha manifestato di volermi aiutare chiedendomi i documenti necessari ad avviare la mia pratica per trovare una casa». Eppure Nilza, che ha sempre lavorato, è disposta ad anticipare anche un anno di mensilità d’affitto pur di garantire per la sua buona fede.

«Alcune agenzie», specifica, «non mi hanno neppure voluta ricevere appena hanno notato le mie origini nell’aspetto o sentito al telefono il mio accento straniero che permane perché per anni ho insegnato lingua portoghese. Sono una regolare lavoratrice da sempre», conclude, «con contratto part time e godo dell’accompagnatoria per la situazione di mia figlia che ha una malattia degenerativa».

Francesco Macaluso