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Caorle

Si spegne il motore in volo, atterraggio d'emergenza 

Acqua nel motore, errore nel rifornimento a Sabaudia. I due passeggeri, l'imprenditore Fausto Pierobon e il noto dj Nicola Fasano, salvi per miracolo

CAORLE. Sono due miracolati. Un biplano con due persone a bordo, il Kiebitz, partito il primo giugno dall’aviosuperficie Ali Caorle di Ca’ Corniani, ha dovuto effettuare un atterraggio d’emergenza, mercoledì scorso dopo una sosta a Sabaudia, in un terreno agricolo ad Aprilia, sempre in provincia di Latina, per l’improvviso spegnimento del motore dovuto alla presenza di acqua nel serbatoio.

Illesi i due viaggiatori, il pilota e proprietario Fausto Pierobon, imprenditore di Treviso di 63 anni; e il passeggero, noto disc jockey di fama internazionale Nicola Fasano, 43 anni, residente a Castions di Zoppola, nel Pordenonese, ma attivo per il suo lavoro tra Londra e Miami.

Il motore, della potenza di 117 cavalli e montato due anni fa, si è spento mentre i due viaggiatori sorvolando il Lazio durante un giro d’Italia in aereo organizzato da tempo e che avrebbero dovuto completare nella giornata di ieri, atterrando all’avio superficie caorlotta.

Il mezzo ha subìto diversi danni, soprattutto al carrello. La spedizione si è conclusa il viaggio di ritorno in treno e con la presentazione di una denuncia ai carabinieri. Il motivo è presto detto. Subito dopo l’atterraggio di fortuna Fausto Pierobon ha scoperto che nel serbatoio c’era acqua anziché carburante. «È per questo motivo che il motore si è bloccato», denuncia Pierobon, «nell’ultimo rifornimento hanno commesso un clamoroso errore, che poteva costarci la vita. È la prima volta che mi accade. Sono molto arrabbiato: io e il mio legale ci tuteleremo nelle sedi competenti. Intanto ho presentato una denuncia. Spero che i carabinieri riescano quanto prima ad accertare le responsabilità. Quanto accaduto è intollerabile e son certo che l’episodio è avvenuto durante lo scalo a Sabaudia».

Fausto Pierobon e Nicola Fasano erano partiti da Caorle il primo giugno. Entrambi appassionati di volo, hanno organizzato una decina di tappe nel loro giro d’Italia. Dopo aver raggiunto la Sicilia, stavano risalendo dalla costiera tirrenica, viaggiando a una media di 100 chilometri all’ora, per non sottoporre il velivolo a sforzi notevoli, e anche per godersi dall’alto lo spettacolare paesaggio italiano. Il 5 giugno sono partiti da Benevento e hanno raggiunto Sabaudia.

Il 6 giugno avrebbero dovuto raggiungere la Toscana, ma si sono trovati in grave difficoltà nello spazio areo compreso tra Aprilia e Velletri, nel Lazio. «Mi sono addestrato lungamente per gestire anche situazioni di emergenza come quella che si è presentata mercoledì scorso e mi sento fortunato a raccontarlo - continua l’imprenditore - ho tranquillizzato per prima cosa il passeggero e nel giro di poche frazioni di secondo ho individuato un campo che ospita alcuni pascoli.

Ho provato l’atterraggio ed è perfettamente riuscito. Non abbiamo riportato traumi. Ci sono venuti in aiuto i proprietari dell’appezzamento terriero. Abbiamo tirato un grosso sospiro di sollievo». Pierobon e Fasano sono rientrati all’aviosuperficie di Caorle venerdì. Ad accoglierli uno striscione di benvenuto e soprattutto i soci dell’associazione Volo al Mare Club di cu i fanno parte e che hanno temuto per la loro

vita. «Hanno avuto grande fortuna, ma soprattutto sono stati molto bravi a gestire questa emergenza», ha raccontato Mauro Di Biaggio, il gestore dell’aviosuperficie Ali Caorle, «i danni rimediati dall’aereo sono riparabili. Quanto accaduto nel Lazio ha davvero del clamoroso».

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