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Truffava la cassa integrazione, condannato

Diciotto mesi all’ex dipendente di uno studio di consulenza. Incassava gli assegni degli altri

PORTOGRUARO. Per la Procura ha intascato la cassa integrazione in deroga di cinque lavoratori, per un totale di 35.451,02 euro.

Luca Anzanello, nato a Motta di Livenza e residente a Udine, 36 anni, ex dipendente delo studio Treci snc di Portogruaro, è stato condannato per truffa dal giudice monocratico Iuri De Biasi alla pena di un anno e sei mesi di reclusione e 600 euro di multa.

Il giudice De Biasi ha disposto anche il risarcimento della parte civile quantificato in 3 mila euro più spese ...

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PORTOGRUARO. Per la Procura ha intascato la cassa integrazione in deroga di cinque lavoratori, per un totale di 35.451,02 euro.

Luca Anzanello, nato a Motta di Livenza e residente a Udine, 36 anni, ex dipendente delo studio Treci snc di Portogruaro, è stato condannato per truffa dal giudice monocratico Iuri De Biasi alla pena di un anno e sei mesi di reclusione e 600 euro di multa.

Il giudice De Biasi ha disposto anche il risarcimento della parte civile quantificato in 3 mila euro più spese legali. Se entro 30 giorni dal passaggio in giudicato della sentenza l’imputato non verserà la provvisionale di 3 mila euro, non potrà beneficiare della sospensione condizionale della pena. Il viceprocuratore onorario Beatrice Toffolon, nelle vesti dell’accusa, aveva chiesto la condanna dell’imputato a un anno di reclusione.

La vicenda risale a quattro anni or sono. Stando alla ricostruzione della Procura, Anzanello lavorava come dipendente dello studio Treci snc di Portogruaro, che si occupa di consulenza amministrativa, commerciale, tributaria, finanziaria e del lavoro. L’imputato, in particolare, era addetto alla gestione telematica della cassa integrazione in deroga. Gli inquirenti ritengono che Anzanello abbia compilato i modelli Sr 41 per la richiesta di liquidazione degli emolumenti spettanti a cinque lavoratori con i nomi degli stessi, ma abbia inserito invece il codice Iban del proprio conto corrente bancario. Così, invece che arrivare ai legittimi beneficiari, i soldi della cassa integrazione in deroga sono arrivati sul suo conto. Vittime del raggiro cinque lavoratori: uno residente a Motta di Livenza, uno a Fossalta di Portogruaro, una donna a Sesto al Reghena di 53 anni, un Portogruarese e un 54enne di Vajont.

Con tale stratagemma, secondo la Procura di Pordenone, Anzanello ha indotto in errore l’Inps, ente erogatore degli emolumenti, e ha conseguito un ingiusto profitto pari a 35.401,02 euro ai danni dei cinque lavoratori. L’accusa contestualizza i fatti fra il 4 aprile 2012 e il 28 luglio 2017, quando è partita l’inchiesta. (i.p.)