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Fatture false per 4 milioni, due condannati

L’inchiesta sulla Metal Nordest di Concordia, tra gli accusati il portogruarese Paolo Corponi

CONCORDIA. Si è concluso con un’assoluzione e due condanne il processo a carico dei tre rappresentanti legali che si sono succeduti dall’ottobre 2008 all’agosto 2012 alla guida della Metal Nordest srl di Concordia Sagittaria, azienda specializzata nel commercio all’ingrosso di materiale ferroso. Gianni Pezzot, 68 anni, di Casarsa, difeso d’ufficio dall’avvocato Alessia Crapis, è stato condannato dal giudice monocratico Iuri De Biasi a 2 anni e 6 mesi di reclusione per l’emissione di fatture ...

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CONCORDIA. Si è concluso con un’assoluzione e due condanne il processo a carico dei tre rappresentanti legali che si sono succeduti dall’ottobre 2008 all’agosto 2012 alla guida della Metal Nordest srl di Concordia Sagittaria, azienda specializzata nel commercio all’ingrosso di materiale ferroso. Gianni Pezzot, 68 anni, di Casarsa, difeso d’ufficio dall’avvocato Alessia Crapis, è stato condannato dal giudice monocratico Iuri De Biasi a 2 anni e 6 mesi di reclusione per l’emissione di fatture inesistenti per più di 2 milioni e mezzo di euro a favore della società Soligon spa. Pezzot è stato assolto invece dall’accusa di dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture per operazioni inesistenti. Paolo Corponi, 72 anni, portogruarese, difeso dall’avvocato Antonio Pasquale, è stato condannato per l’emissione di fatture per operazioni inesistenti per quasi un milione e mezzo di euro a favore delle società Soligon spa e Co. Met. Fer srl.

Le difese avevano sostenuto la carenza degli elementi soggettivi e oggettivi dei reati: non solo perché risultano i bonifici con i quali sono stati pagati gli acquisti di materiale ferroso sia da parte di Soligon che da parte di Com. met fer srl, ma anche perché ieri in aula il maresciallo della Finanza di Portogruaro che ha condotto le indagini ha precisato, su richiesta di integrazione istruttoria del giudice De Biasi, che le imposte evase risultano pari a zero, perché le fatture sono state fatte in regime di reverse charge e pertanto l’Iva non era dovuta. Stefano Cossarini, 43 anni, residente a Fiume Veneto, difeso di fiducia dall’avvocato Anna Chiara Tortora, è stato assolto perché il fatto non costituisce reato dall’accusa di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti. Cossarini, però, non ha firmato la dichiarazione dei redditi della Metal Nordest nel 2012, perché ha lasciato l’azienda il mese prima dopo una permanenza di soli sei mesi.