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Jesolo, cento clienti di Vazzoler nel mirino del fisco

L'arresto di Alberto Vazzoler in centro a Jesolo da parte degli agenti della polizia tributaria

Finanzieri a caccia degli evasori che si affidavano a al "mago della webeconomy" Alberto Vazzoler per nascondere i capitali all'estero. Imprenditori, medici, avvocati e antiquari nei guai

JESOLO. L’impero del sandonatese Alberto Vazzoler si regge sulle spalle di imprenditori e professionisti che in questi due anni hanno nascosto al Fisco la bellezza di 46 milioni di euro. Ci sono imprenditori, medici, avvocati, antiquari. E sono tutte persone che abitano e operano nel Nordest, tra Padova, Treviso e Venezia. Terminata la fase uno, con gli arresti e i sequestri, ora è su questo filone investigativo che si stanno concentrando i militari della Guardia di finanza.

Di fatto Vazzoler ...

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JESOLO. L’impero del sandonatese Alberto Vazzoler si regge sulle spalle di imprenditori e professionisti che in questi due anni hanno nascosto al Fisco la bellezza di 46 milioni di euro. Ci sono imprenditori, medici, avvocati, antiquari. E sono tutte persone che abitano e operano nel Nordest, tra Padova, Treviso e Venezia. Terminata la fase uno, con gli arresti e i sequestri, ora è su questo filone investigativo che si stanno concentrando i militari della Guardia di finanza.

Di fatto Vazzoler è la chiave di volta per scoperchiare finalmente un sistema che riusciva a movimentare cifre mostruose di denaro sporco, il “pil” nero del Veneto che continua a evadere.


Al comando provinciale di Padova si parla di un elenco in cui si contano un centinaio di nominativi. Persone che avevano depositato i soldi nelle banche Svizzere e che volevano rientrarne in possesso senza aderire alla voluntary disclosure (collaborazione volontaria) per regolarizzare la propria posizione.

L’elenco dei nomi degli evasori è stato stilato in parte con l’analisi dei movimenti delle società che facevano capo a Vazzoler e alla sua organizzazione ma molto c’è ancora da fare. Decisiva sarà anche la sua volontà di collaborare con gli inquirenti, per provare a sottrarsi dal guano di un’indagine che lo colloca al vertice di una organizzazione vera e propria, al punto da far scattare sequestri in applicazione della specifica normativa antimafia.

In manette con l’accusa di riciclaggio sono finiti, oltre al cinquantanovenne di Musile di Piave Vazzoler, la compagna Silvia Moro, 36 anni di Roncade (Treviso); l’ex fidanzata Elena Manganelli Di Rienzo, 42 anni, padovana con residenza a Dubai; Albert Damiano, 58 anni, svizzero residente a Chiasso; Marco Suardi, 52 anni, bergamasco d’origine trapiantato in Svizzera. I sequestri hanno riguardato un attico di 270 metri quadrati nella torri di piazza Drago a Jesolo e un altro attico di 230 metri quadrati in piazza dei Frutti a Padova (casa risultata intestata alla sorella di Vazzoler). Confische anche due auto a Jesolo(un suv Maserati e una Jaguar) e la barca (ormeggiata alla farsena di Jesolo).

L’equazione degli investigatori della Guardia di finanza e del pubblico ministero Roberto D’Angelo è molto semplice: Alberto Vazzoler, dentista prestato alla new economy, di fatto offriva servizi finanziari.

Servizi che non si possono pubblicizzare e che anzi, passano di bocca in bocca solo grazie al passaparola.

Per questo molti dei clienti sono persone con cui c’era una conoscenza diretta.

Gli attici a Padova e Jesolo sequestrati a Vazzoler


Vazzoler riusciva a far partire bonifici dalle banche svizzere verso società fittizie nella Repubblica Ceca e Slovacca, motivati con l’acquisto di lingotti d’oro. Da qui poi partivano bonifici verso alcune società a Dubai. Negli Emirati Arabi Elena Manganelli Di Rienzo riscuoteva in contanti il denaro e lo spediva a bordo di aerei di nuovo in Svizzera, a disposizione dei clienti. Per tutto questo chiedeva percentuali che variavano dal 5 al 10 per cento.

L’attuale compagna, la trentaseienne trevigiana, entra nell’inchiesta solo di riflesso ma al momento pare non avesse ruoli operativi.

A carico delle cento persone che hanno nascosto i capitali in Svizzera saranno aperti procedimenti sia penali che amministrativi, con l’obiettivo di restituire all’erario più soldi possibile.



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