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Venezia, grande nave in avaria: paura alle Zattere

Fumo anomalo dal camino della nave, interviene la Capitaneria

Venezia, nave in avaria trainata in porto.L'ironia: "come i gamberi" VENEZIA. Nel video di Matteo Miotto la grande nave Marella Discovery andata lunein avaria nel canale della Giudecca,poco prima di raggiungere San Marco e trainata in "retromarcia" dai rimorchiatori: "Come i gamberi". (video Matteo Miotto) Qui l'articolo

VENEZIA. Il gigante fermo, immobile in mezzo al canale, mentre i due rimorchiatori lo tenevano in linea perché non finisse contro la riva delle Zattere. I motori in avaria hanno impedito al “mostro” di uscire dalla laguna e che poi ha fatto rientro alla marittima.

Sono le 18.30 di lunedì circa quando gli uomini della Capitaneria di Porto notavano che la Marella Discovery 2 emettere del fumo anomalo mentre stava attraversando il canale della Giudecca, davanti al Molino Stucky. La nave era in uscita e a condurla c’era un pilota del porto, mentre come prevede la procedura a tenerla in asse perché non diventi ingovernabile i due rimorchiatori di prua e di poppa. Le garanzie per la sicurezza e impedire che un qualsiasi guasto trasformi la nave in un nostro ingovernabile. Quel fumo anomalo ha spinto gli uomini della Capitaneria ad alcuni accertamenti con la successiva decisione di far rientrare in porto la nave diretta a Spalato. Non è ancora chiaro perché i motori ad un certo punto hanno perso forza non funzionando più in maniera corretta.



Avvisato il porto sono cominciate le manovre per riportare alla banchina Tagliamento la nave battente bandiera delle Bahamas. La nave non poteva andare da nessun’altra parte. Chi ha assistito alla fermata ha iniziato a preoccuparsi anche perché il vento che soffiava di traverso alla stessa nave sembrava spingerla verso le Zattere. Piloti del porto e comandanti dei rimorchiatori sostengono che non c’è stato questo problema perché i rimorchiatori hanno garantito la stabilità della stessa imbarcazione. Vista dalle rive comunque faceva impressione anche perché durante la sosta dal fumaiolo usciva un odore acre di combustibile.

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Per accelerare le operazioni di rientro è stato inviato sul posto un terzo rimorchiatore più potente degli altri due. Una volta agganciata la nave, i rimorchiatori hanno cominciato a trainarla in Marittima di poppa. Una manovra che spesso viene fatta in porto a Marghera quando le grandi navi non riescono a manovrare per l’ormeggio. Le operazioni di attracco si sono concluse alle 19.45, all’ormeggio 110.

Dopo l'avaria, la Marella Discovery lascia Venezia VENEZIA. Alle 13.20 di martedì, dopo una notte di lavori e messa a punto, la Marella Discovery ha lasciato Venezia: lunedì pomeriggio i suoi motori si erano improvvisamente spenti, mentre attraversava il canale della Giudecca. (video Interpress) Qui potete leggere l'articolo


La nave è lunga 264 metri e larga 37, ha una stazza di 40 mila tonnellate e batte bandiera delle Bahamas.

La ripartenza. Alle 13.20 di martedì, la Marella Discovery ha lasciato Venezia. Lo riferisce la Capitaneria di Porto veneziana, precisando che gli accertamenti tecnici compiuti dall'ente di classifica tedesco «Dnv.gl», assieme a ispezioni a bordo condotte da proprio personale, tese a verificare il ripristino delle condizioni di sicurezza della nave, hanno accertato che i certificati di bordo sono validi. Per la Capitaneria di Porto l'evento è imprevedibile e «ha comunque dimostrato la piena efficacia dei dispositivi previsti per affrontare tali evenienze». Dai primi riscontri è emerso che l'avaria della nave ha riguardato un calo di potenza elettrica, in seguit o al quale si sono attivati i sistemi di emergenza. La nave, per motivi precauzionali, è stata riportata all'ormeggio con un terzo rimorchiatore oltre ai due ai quali era già trainata. Dalla ricostruzione della dinamica - precisa la Capitaneria - è emerso che «tutto il dispositivo di sicurezza della nave e quello dei servizi portuali hanno garantito in ogni istante la gestione in piena sicurezza dell'evento, ed escluso ogni rischio per la navigazione», e l'episodio «non ha prodotto alcun danno a cose e persone né forme di inquinamento». Al termine delle operazioni di ripristino dell'efficienza l'imbarcazione è ripartita con l'obbligo di eseguire monitoraggi i cui risultati saranno valutati dall'Autorità  marittima e dall'ente tecnico prima di autorizzare futuri approdi nel porto di Venezia.

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