Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

L’agente Luca Tonon della polizia postale «Attenti al materiale che mettete in rete»

CHIOGGIA. «Attenti al materiale che si mette in rete, perché una volta finito lì, vi resta per sempre». L’invito arriva da un agente della polizia postale di Venezia, Luca Tonan, intervenuto venerdì...

CHIOGGIA. «Attenti al materiale che si mette in rete, perché una volta finito lì, vi resta per sempre». L’invito arriva da un agente della polizia postale di Venezia, Luca Tonan, intervenuto venerdì all’incontro conclusivo del progetto del Lions dedicato a “Educare alla legalità: contrasto al cyberbullismo”, presentato mesi fa dal presidente Giorgio Morelli. Il club ha proposto una serie di incontri nelle scuole superiori e nelle scuole primarie, per prevenire casi di cyberbullismo e invitar ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter

CHIOGGIA. «Attenti al materiale che si mette in rete, perché una volta finito lì, vi resta per sempre». L’invito arriva da un agente della polizia postale di Venezia, Luca Tonan, intervenuto venerdì all’incontro conclusivo del progetto del Lions dedicato a “Educare alla legalità: contrasto al cyberbullismo”, presentato mesi fa dal presidente Giorgio Morelli. Il club ha proposto una serie di incontri nelle scuole superiori e nelle scuole primarie, per prevenire casi di cyberbullismo e invitare i giovani a un uso responsabile della rete. Tonan, partendo dalla propria esperienza, si è soffermato sui pericoli e le responsabilità di chi usa i social con una certa disinvoltura, postando o mettendo un like senza rendersi conto delle conseguenze legali. «Il bullismo è sempre esistito», spiega Tonan, «ora il processo persecutorio si è trasferito in internet e agisce 24 ore su 24. La prevenzione è importante e la si può attuare con un atteggiamento responsabile all’uso del web, ma anche con un’efficace rete tra genitori, insegnanti e forze dell’ordine». Gli avvocati che hanno seguito il progetto, Sandro Scarpa del foro di Venezia e Alexander Cassisa del foro di Padova, hanno spiegato le problematiche sulle responsabilità penali e civili, precisando che alcuni comportamenti rappresentano un vero e proprio reato, che può essere denunciato dal minore o in sua vece dai genitori. La psicologa Cristina Pesce ha riportato i dati di una ricerca promossa dal responsabile del SerD di Chioggia, Ermanno Margutti, nelle seconde classi superiori degli istituti scolastici di Chioggia, Cavarzere e Cona nel 2015-2016. «L’indagine», spiega la psicologa, «riguardava l’utilizzo dei minori delle nuove tecnologie. Ne è emersa la tendenza a un uso precoce dello smartphone, già dalla quarta e quinta elementare, e di un tempo di utilizzo che va tra le cinque-sei ore al giorno in fascia serale e anche notturna. (e.b.a.)