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«Venezia laboratorio per studiare i flussi»

Carlo Boffi però non lascia la città dove ha scelto di vivere: «Tra le soddisfazioni aver disinnescato la situazione a Cona»

«Io da Venezia ho ricevuto tantissimo, non solo in termine di bellezza e fascino della città, ma in termini di calore umano, di trasmissione di idee e civiltà. Del resto la città è un incrocio di civiltà ed è una continua contaminazione culturale, Al mio successore dico che è fortunato a lavorare a Venezia». Carlo Boffi, prefetto di Venezia dal gennaio 2017, va in pensione e lascia Ca’ Corner. Ma non lascia Venezia dove ha scelto di vivere con la famiglia. Del resto ha sangue veneto, grazie ...

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«Io da Venezia ho ricevuto tantissimo, non solo in termine di bellezza e fascino della città, ma in termini di calore umano, di trasmissione di idee e civiltà. Del resto la città è un incrocio di civiltà ed è una continua contaminazione culturale, Al mio successore dico che è fortunato a lavorare a Venezia». Carlo Boffi, prefetto di Venezia dal gennaio 2017, va in pensione e lascia Ca’ Corner. Ma non lascia Venezia dove ha scelto di vivere con la famiglia. Del resto ha sangue veneto, grazie alla nonna di origini veronesi e nella nostra regione si è trovato bene.

Come è stata la sua permanenza a Venezia?

«Sono stati sedici mesi impegnativi, complessi ma affascinanti e meravigliosi. Venezia, il territorio della città Metropolitana è un insieme di bellezza, di fascino, di problemi, ma soprattutto di calore umano e affetto. I problemi si affrontano e se possibile si risolvono. Restano poi le cose belle, gli amici e le persone con le quali ho affrontato tante problematiche e delle quali ho percepito, oltre alla professionalità, doti umane notevolissime».

È arrivato in piena emergenza profughi, con il centro di accoglienza di Conetta diventato una bomba ad orologeria. È stato il problema maggiore che ha affrontato durante la sua gestione?

«Non è stato sicuramente semplice. Il problema dell’accoglienza dei profughi è un’emergenza per tutta l’Italia. A Cona, quando sono arrivato, c’era la seconda struttura più grande d’Italia con quasi 1.500 ospiti. Ora siano a 555 ospiti. Una riduzione decisamente consistente, quasi un terzo. Certo un centro come Cona non è l’ideale, quello che ognuno di noi vorrebbe. Bisogna favorire l’integrazione e quelle strutture perse nelle lande non sono l’ideale per questo».

A Carnevale, e per la prima volta, piazza San Marco a numero chiuso nel giorno del volo della Colombina. Un primo passo verso la scelta di gestire i flussi turistici con la prenotazione. Una scelta che deriva dalle disposizioni previste dalla nuova Legge Minniti sulla sicurezza in occasione di eventi e manifestazioni pubbliche. Ma non è stato semplice per il prefetto Carlo Boffi far passare, in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, un numero di presenti così basso in piazza nel giorno clou del Carnevale.

Sarà ricordato anche come il Prefetto del numero chiuso in piazza San Marco. Una scelta che avrà un futuro?

«Sì, è stato il primo caso a Venezia di Piazza San Marco a numero chiuso e forse la prima sperimentazione di questo tipo in Italia. È stato complesso e articolato e l’abbiamo fatta grazie alla professionalità di tutti. Diciamo che abbiamo avuto anche coraggio nel proporre l’anticipazione dalle 12 alle 11 del volo dell’Angelo, Una scelta che è stata compresa da tutti, dai cittadini ai turisti ai commercianti. Questa scelta ha favorito la distruzione dei turisti in tutte le altre zone della città, Questo deve essere il futuro. Bisogna cercare di diminuire i grandi eventi per spostare l’attenzione dei turisti su altri campi e campielli che sono altrettanto meravigliosi. È ovvio che tutti vogliono andare a Piazza San Marco, Ma spostando l’orario, spiegando in maniera chiara fin dai giorni precedenti dei possibili problemi che si possono incontrare se tutti si dirigono dove c’è un unico evento e si organizzano attrazioni in varie zone della città, si riuscirà a garantire a tutti la possibilità di godere della bellezza dei luoghi. E nello stesso tempo si garantirà ancora maggiore sicurezza».