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Seicento bambini specialisti rianimatori

CHIOGGIA. Seicento bambini preparati per la rianimazione cardiopolmonare grazie a un corso salvavita proposto dall’Usl 3 e finanziato dall’associazione Cuore Amico. Il corso è stato proposto alle...

CHIOGGIA. Seicento bambini preparati per la rianimazione cardiopolmonare grazie a un corso salvavita proposto dall’Usl 3 e finanziato dall’associazione Cuore Amico. Il corso è stato proposto alle classi quinte di tutte le scuole primarie di Chioggia, Cavarzere e Cona, con un progetto coordinato dall’istituto comprensivo Chioggia 5. «Abbiamo replicato l’esperienza positiva dello scorso anno», spiega il direttore generale dell’Usl 3 Giuseppe Dal Ben, «perché numerosi studi scientifici rivelano ...

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CHIOGGIA. Seicento bambini preparati per la rianimazione cardiopolmonare grazie a un corso salvavita proposto dall’Usl 3 e finanziato dall’associazione Cuore Amico. Il corso è stato proposto alle classi quinte di tutte le scuole primarie di Chioggia, Cavarzere e Cona, con un progetto coordinato dall’istituto comprensivo Chioggia 5. «Abbiamo replicato l’esperienza positiva dello scorso anno», spiega il direttore generale dell’Usl 3 Giuseppe Dal Ben, «perché numerosi studi scientifici rivelano che i bambini sono molto motivati, imparano in fretta e riescono a mantenere nel tempo le abilità acquisite, così come andare in bici non si dimenticheranno mai come si salva una vita». Il corso è stato tenuto dalle infermiere di Pediatria e Pronto soccorso Simonetta Ecca, Jessica Chiodi, Laura Vianello, Cristina Doria. «È necessario aumentare la diffusione delle abilità delle manovre salvavita nella popolazione non sanitaria», spiega il primario di Pediatria, Mario Lattere, «perché la rianimazione praticata da chi è presente al momento dell’episodio critico aumenta di molto la percentuale di sopravvivenza del paziente. In caso di arresto cardiaco, il cervello comincia a “morire” dopo soli 3-5 minuti di assenza di flusso sanguigno, è chiaro quindi che la rianimazione cardiopolmonare effettuata dagli astanti diventa fondamentale». L’arresto cardiaco extra ospedaliero, senza che la rianimazione cardiopolmonare abbia effetto, è la terza causa di morte nei paesi industrializzati. I tempi di risposta dei servizi di emergenza sanitaria possono essere di diversi minuti o anche più lunghi e diventa quindi essenziale che qualcuno vicino al paziente possa effettuare la manovra salvavita. (e. b. a.)