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Demanio a Venezia: hotel e resort nei forti e nelle caserme

Turismo, laguna e tesori. A giorni saranno rese note le offerte per le Batterie del Lido e di Pellestrina

VENEZIA. Un tempo servivano per la difesa di Venezia, ma in futuro potrebbero diventare altri alberghi. Parliamo della Batteria Emo, della Caserma della Guardia di Finanza del Lido e della Batteria Marco Polo di Pellestrina.

Tra qualche giorno il demanio renderà noto ufficialmente il numero delle offerte giunte per la concessione dei tre immobili. Sembra che siano arrivate delle richieste per la Batteria Marco Polo e per la caserma della Guardia di Finanza, mentre nessuna per la Batteria Emo, ...

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VENEZIA. Un tempo servivano per la difesa di Venezia, ma in futuro potrebbero diventare altri alberghi. Parliamo della Batteria Emo, della Caserma della Guardia di Finanza del Lido e della Batteria Marco Polo di Pellestrina.

Tra qualche giorno il demanio renderà noto ufficialmente il numero delle offerte giunte per la concessione dei tre immobili. Sembra che siano arrivate delle richieste per la Batteria Marco Polo e per la caserma della Guardia di Finanza, mentre nessuna per la Batteria Emo, ricoperta di vegetazione.



Demanio. Il bando “Cammini e Percorsi”, uscito lo scorso 4 dicembre, rientra nelle concessioni degli immobili ubicati «lungo cammini storico religiosi e percorsi ciclopedonali».

Più volte il demanio ha detto che mettere in concessione gli immobili rientra nella necessità di non lasciare le strutture in stato di abbandono.

C’è da ricordare che, per gli immobili non ritenuti parte del patrimonio culturale, la richiesta del passaggio da bene demaniale a comunale è scaduta il 31 dicembre 2016, ma per quelli invece considerati culturali è sempre aperta la possibilità di fare la richiesta, a condizione che ci sia un progetto di recupero.

Più volte l’Istituto Italiano dei Castelli ha chiesto al Comune di acquisirli, presentando il dossier sul «Piano strategico dello Sviluppo culturale delle Fortificazioni Veneziane», ma non c’è stato verso. Ora gli immobili si trovano sopraffatti dalla natura che ha stretto in una morsa pietre e storia.

«Se l’amministrazione li avesse acquisiti» spiega Andrea Grigoletto dell’Istitutop Italiano dei Castelli «ora avrebbe potuto avere i canoni di concessione, magari facendo un accordo con le realtà del luogo o anche con i ristoratori locali, ma avrebbe potuto avere un bene e decidere che cosa farne, mentre così sapremmo a sorpresa tra una settimana che cosa ospiterà il nostro territorio».

Al bando è allegato un dossier con schede sugli eventi culturali più conosciuti di Venezia (come la Vogalonga), numeri con i flussi turistici (presenza, arrivi), indicazioni sul turismo lento associato ai percorsi naturali e anche le possibili forme di supporto finanziario.

Batteria Marco Polo. Oltre a luogo di ristoro, il demanio indica per la batteria di San Pietro in Volta a Pellestrina, altre destinazioni come area per bici o per cavalli, ambulatori medici o botteghe per prodotti a chilometro zero, ma anche servizi alla persona, alla spiaggia e al cicloturismo.

La Marco Polo rientrerebbe nella ciclovia Vento (Torino-Venezia, 679 km di cui solo 102 pronti). Chiamato anche Forte Belvedere per la vista spettacolare, è stata realizzata dagli Austriaci tra il 1832 e 1842. Circondata dall’acqua e formata da sei strutture, la Batteria occupa una superficie territoriale di due ettari abbondanti ed è in pessimo stato.

Caserma della Finanza. Situato agli Alberoni, il complesso è rivolto alla laguna ed è composto da tre corpi per una superficie di 2.400 metri quadrati. Anche in questo caso il bando prevede una serie di destinazioni rivolte al turismo. A differenza dei forti, più rudimentali, l’immobile sembra essere più predisposto a diventare un albergo con vista sulla laguna.



Batteria Emo. Anche la Batteria Emo, conosciuta anche come Batteria Casabianca in Via Pigafetta, rientra nella ciclovia Vento. Le possibili destinazioni d’uso sono turistico culturali. Si tratta di una struttura realizzata a metà Ottocento dagli Austriaci, in pessimo stato conservativo, usata tra il 1900 e il 1913 per posizionare i cannoni da difesa. Sembra che nessuno abbia partecipato, lasciando un altro rudere in stato di abbandono per chissà quanto altro tempo.

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