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Usciti gli ultimi 14 migranti dal Bragosso

Chioggia. I richiedenti asilo hanno perso il diritto di ospitalità e hanno lasciato la struttura già al centro di forti tensioni

CHIOGGIA. Profughi al Bragosso, capitolo chiuso, Ieri sono stati fatti uscire i “resistenti”, i 14 richiedenti asilo che hanno perso il diritto di ospitalità, in seguito a proteste, aggressioni e a comportamenti non rispettosi delle regole che esistono nei centri di accoglienza. I quattordici si sommano ai dodici che hanno perso lo stesso diritto mentre erano ospiti della base di Conetta. Rimane la loro richiesta di asilo, ma a questo punto sarà visionata dalla commissione in coda alle altre ...

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CHIOGGIA. Profughi al Bragosso, capitolo chiuso, Ieri sono stati fatti uscire i “resistenti”, i 14 richiedenti asilo che hanno perso il diritto di ospitalità, in seguito a proteste, aggressioni e a comportamenti non rispettosi delle regole che esistono nei centri di accoglienza. I quattordici si sommano ai dodici che hanno perso lo stesso diritto mentre erano ospiti della base di Conetta. Rimane la loro richiesta di asilo, ma a questo punto sarà visionata dalla commissione in coda alle altre. Messi fuori dai luoghi di accoglienza questi richiedenti ora si dovranno arrangiare e chissà dove finiranno.

La questione dell’Hotel Bragosso, di Sant’Anna di Chioggia era scoppiata a dicembre con una dura protesta da parte dei trenta richiedenti asilo ospitati. Una protesta nata soprattutto contro il gestore della struttura che veniva accusato di maltrattare le persone accolte e a volte di usare le maniere forti. I profughi si barricarono all’interno dell’hotel impedendo di entrare ed uscire agli operatori che li seguivano. Ci volle tutta la buona volontà di funzionari di polizia e della Prefettura per riportare alla normalità la situazione. Venne chiesto dalla Prefettura una verifica ad Asl e vigili del fuoco, sulla condizione della struttura. Al termine sia vigili che Asl scrissero, nella loro relazione, che all’interno non c’erano le condizioni per garantire un livello sufficiente di ospitalità. A quel punto, era fine dicembre, il Prefetto Carlo Boffi e il suo vice Sebastiano Cento iniziarono a far spostare i richiedenti. Una parte aderirono subito. Si trattava soprattutto di proventi dalla penisola indiana. Alcune famiglie vennero spostate in appartamenti di Brondolo che avevano lo stesso gestore di Sant’Anna. Riluttanti allo spostamento in una struttura gestita dalla stessa persona erano le donne ospitate al Bragosso e quindici stranieri, tra cui anche quelli fatti uscire. E questo nonostante la Prefettura garantiva che l’ospitalità a Brondolo era solo temporanea. Le donne sono state sistemate a Dolo. Mentre gli altri, dopo il passaggio da Brondolo, sono stati ospitati a Cavarzere. In quindici hanno sempre detto no e spesso si erano resi protagonisti di proteste, a volte molto accese. Alla fine il Prefetto Boffi ha revocato loro il diritto all’ospitalità e ieri, con l’impiego di carabinieri e polizia sono stati fatti uscire. In realtà uno dei quindici era uscito di sua spontanea volontà qualche giorno fa. La perdita del diritto di ospitalità non compromette la possibilità di chiedere asilo per motivi umanitari, ma quasi certamente chiude ogni possibilità di ottenere l’asilo.

In questo momento nella nostra provincia, complessivamente, sono accolti 2052 profughi. A Conetta sono ospitati 560 richiedenti. La quota, in base agli accordi tra Stato ed enti locali di cinque anni fa, spettante alla nostra provincia sarebbe di 2257.

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